LO STUDIO INTEGRALE

Referendum ‘Nuova Pescara’, «risorse aggiuntive per 15 milioni di euro all’anno».

Costantini: «fuori dal patto di stabilità per tre anni»

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ABRUZZO. Lo studio di fattibilità sulla fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore indica le economie che deriverebbero dalla fusione ed i maggiori trasferimenti dei quali i tre Comuni beneficerebbero.
«Una somma enorme», illustra Carlo Costantini, presidente del Comitato promotore per il sì al Referendum del 25 maggio, «che consentirebbe di liberare in 10 anni risorse per investimenti per circa 150 milioni di euro, in un contesto semplificato e sburocratizzato, quale sarebbe quello derivante dalla nascita di “Nuova Pescara”; un contesto che consentirebbe a famiglie ed imprese che gravitano nell’area urbana di Pescara, Montesilvano e Spoltore di potersi rivolgere ad un unico interlocutore, invece che a tre».
L’analisi condotta porta ad evidenziare come dalla fusione dei tre Comuni si riuscirebbe ad ottenere un risparmio in termini di minori spese relative agli organi politici di circa 1,3 milioni all’anno «il che consentirebbe di pianificare interventi strategici per il territorio».
La “nuova città” conterebbe una popolazione comunque inferiore ai 250.000 abitanti e, quindi, in base alla previsione normativa, gli organi politici (ed i relativi staff) sarebbero numericamente gli stessi di quelli previsti a tutt’oggi per il Comune di Pescara (32)
«Una ulteriore economia», si legge nello studio, «si otterrebbe anche attraverso la diminuzione quantitativa degli organi tecnici» per un risparmio di 5 milioni di euro l’anno. 

Costantini ricorda anche che nel caso di istituzione di nuovi comuni il patto di stabilità interno si applica a decorrere dal terzo anno successivo a quello dell’istituzione. «Dunque per tre anni», chiarisce, «nel momento di massima competizione tra sistemi territoriali del medio adriatico, un’area urbana così grande e così vicina a Roma sarebbe l’unica a poter operare investimenti e spese senza i vincoli del patto di stabilità; vincoli che strangolano ormai da alcuni anni intere economie locali, impedendo loro non solo nuovi investimenti, ma anche il pagamento di quelli già realizzati».
«Tutti i creditori - spiega Costantini - potrebbero essere pagati, con una iniezione di liquidità nel sistema economico senza precedenti e nuovi impegni di spesa potrebbero essere assunti, con la garanzia per gli operatori privati della certezza dei tempi di pagamento».
«Rispetto a queste irripetibili opportunità, cantierabili in brevissimo tempo, vorrei che i sostenitori del “no” offrissero alla discussione pubblica opportunità di crescita e di sviluppo del nostro territorio altrettanto certe ed altrettanto efficaci. Del resto, fino ad oggi – conclude Costantini - i sostenitori del “no” (inclusi quelli che tacciono sull’argomento) sono, tranne Testa e Di Carlo, i candidati a Sindaco, che per essere credibili, nel rappresentare quello che intendono realizzare, farebbero bene a spiegare anche con quali risorse e con quale organizzazione».

STUDIO FUSIONE GRANDE PESCARA