IL PROGETTO

Ecco il nuovo ospedale di Chieti da 400 posti letto

Svelato il plastico che riproduce il progetto proposto alla Asl dal gruppo Maltauro di Vicenza

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CHIETI. Un solo edificio di 8 livelli per un totale di 400 posti letto letti sistemati negli ultimi tre piani.
Sale operatorie al quinto livello e a scendere tutti gli ambulatori ed il laboratorio analisi. Ai primi piani gli altri servizi amministrativi che servono al funzionamento della struttura, che sarà servita da 1500 parcheggi coperti.
Eccolo il nuovo ospedale di Chieti che dovrebbe sorgere alle spalle della nuova Cardiochirurgia, nell’area attualmente occupata dalla camera mortuaria ed in parte dal parcheggio esistente.
La proposta, un project financing , è stata presentata alla Asl di Chieti da Finanza e progetti spa, Nocivelli spa e Studio Altieri e del gruppo Maltauro  (Enrico Maltauro, amministratore delegato del gruppo è stato arrestato ieri a Milano nell’ambito dell’inchiesta per tangenti all’Expo 2015).
Si tratta di una trasformazione importante – come si vede in foto la parte grigia- che interessa gli attuali edifici in funzione e che prevede anche l’abbattimento di una delle due “schiere” dei corpi fabbrica in attività, in particolare quello che ospita il corpo F (sotto accusa per i problemi di staticità), dove sorgerà un parco.
Invece l’altra “schiera” di edifici (cioè quella del corpo C, pure interessato dai noti problemi del cemento impoverito) non sarà abbattuta, ma solo riconvertita ad altre funzioni, visto che non avrebbe i requisiti per svolgere l’attività sanitaria. 

Tempi di realizzazione?
«Se si parla della costruzione, sono previsti due anni, con una particolare organizzazione del cantiere che renderà quasi nulla l’interferenza con il funzionamento dell’attuale SS. Annunziata – spiega Francesco Zavattaro, manager Asl – se invece si fa riferimento ai tempi di autorizzazione per l’ok, il codice degli appalti lascia 90 giorni per il riscontro alla proposta. In pratica la legge prevede che i privati possano individuare un’esigenza pubblica (in questo caso la presenza di un ospedale di vecchia concezione e quindi da sostituire), presentare una proposta ed aspettare tre mesi per dare la possibilità alla Asl, alla Regione, al Comune, insomma alle Istituzioni di definire “pubblico” l’intervento».
 In effetti il manager ha già informato il collegio di direzione della Asl, la Commissione paritetica con l’università, il comitato dei sindaci, il commissario della sanità regionale, il consiglio comunale di Chieti  e si appresta agli incontri ufficiali previsti già dalla prossima settimana.
Insomma non si tratta del “mi piace, lo farei”, ma di una decisione motivata e rispettosa della compatibilità con il Piano regionale degli ospedali e con tutta una serie di adempimenti normativi ed economici, visto che l’investimento proposto è di 200 milioni più iva, con un piano economico di 30 anni per recuperare l’investimento attraverso la gestione di tutti i servizi (riscaldamento, lavanolo biancheria, parcheggi ecc.) ed un canone annuo della Asl che si dovrebbe aggirare sui 4 mln.
«Le società che hanno presentato la proposta sono tra le più importanti nel settore ospedaliero ed attualmente stanno costruendo l’ospedale di Brescia che ha 1200 posti letto – conclude Zavattaro – cioè sono professionisti attivi da anni e che danno grosse garanzie di capacità professionali. E l’ospedale SS. Annunziata è frutto di un progetto di cinquanta anni fa e presenta alcune grosse criticità: solo per il trasloco dai corpi C ed F serviranno 15-16 mln e per la loro messa a norma circa 30 mln. Ora il concetto di ospedale si è evoluto e necessita di un’altra organizzazione. Si pensi che questa struttura nuova, tutta raccolta in un unico contenitore, consentirà la riduzione di un terzo dei tempi di lavoro per i trasferimenti interni e l’assistenza. Saranno 130 posti letto su un solo piano, quando adesso serve un edificio intero. Senza dire dei risparmi per le spese di gestione».
 In realtà le prime reazioni interne all’ospedale sono state tutte positive. Ma a decidere sarà il nuovo governo regionale, quello che uscirà dalle elezioni.

Sebastiano Calella