IL CASO IN TV

Le Iene ad Aielli, «sindaco generoso con suo genero»

La questione di un pagamento liquidato dal Comune al centro del servizio di Filippo Roma

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AIELLI. «Per un progetto di illuminazione pubblica del Comune di Aielli il genero del sindaco si è beccato 9.792 euro. Il primo cittadino è proprio un suocero d’oro».
Le Iene sono tornate in Abruzzo e l’inviato Filippo Roma ha tentato di ricevere risposte chiare dal primo cittadino Benedetto Di Censo, lo stesso che qualche mese fa lo aveva aggredito quando la troupe era andato da Filippo Piccone a chiedergli conto di alcuni pagamenti mai effettuati.
Ieri, però, il caso era diverso. L’inviato del programma di Italia 1 avrebbe voluto sapere perché l’amministrazione pubblica di Aielli ha liquidato una parcella del genero del sindaco sebbene non potesse farlo.
Il pagamento, stando ad una delibera del Comune, sarebbe dovuto arrivare solo dopo l’ammissione al finanziamento approvato dal Ministero delle infrastrutture perché, come da regolamento «il Comune non avrebbe dovuto sborsare direttamente i soldi» per quei lavori. E’ questo si legge anche nei documenti mostrati dal programma di Italia 1: «il Comune non comparteciperà al finanziamento della spesa con fondi propri».
Alla fine, però, il Ministero quel progetto non lo ha finanziato ma il Comune ha comunque pagato il genero del sindaco (delibera di giunta numero 77 del 31 dicembre 2013).

Le Iene sono andate dal primo cittadino «per fargli i complimenti» perché «è proprio un suocero d’oro».
Impossibile ottenere una risposta sul perché del versamento. «Mò te ne pago anche uno a te», ha risposto il sindaco. «Posso diventare suo genero?», chiede Roma e Di Censo: «tu ce l’ha una moglie bona?»
«Vuole fare un appello a suo genero?» chiede l’inviato delle Iene. «Vuoi fare un appello a tua sorella?», risponde il primo cittadino.
Poi il sindaco cambia atteggiamento, si innervosisce e comincia il solito copione tra tentativi di dileguarsi, porte sbattute in faccia e spintonamenti. Roma e i cameraman vengono portati fuori dal Comune ma alla fine del Consiglio comunale l’inviato tenta un nuovo avvicinamento. «Mio genero ha avuto l’incarico regolarmente e ha lavorato onestamente», replica Di Censo. Il primo cittadino va via con la sua Panda e Roma lo va a trovare al ristorante perché «c’è ancora una domanda in sospeso»: «se non fosse stato suo genero l’avrebbe liquidato lo stesso?», chiede Roma.
«Senti io quando sto mangiando non sopporto queste cose», replica Di Censo. Il sindaco costringe l’inviato a spegnere le telecamere anche se le Iene continuano a registrare con un’altra videocamera nascosta. «Se mi dai il numero di telefono ti spiego tutto», dice il sindaco. Il numero viene lasciato, assicura Roma, ma la telefonata non arriverà mai. Quindi la Iena torna ancora una volta dal primo cittadino. Ma questa volta l’accoglienza è ancora peggiore della prima e della seconda volta: «siete tre teppisti, tre terroristi», dice mentre rincorre i cameramen e avverte «stasera finisce male».