INCHIODATI DALLA TV

Abusi edilizi con soldi dello Stato, le Iene a Massa D’Albe, bufera sul sindaco

«Parti di strutture mai registrate al catasto e mai collaudate, lavori non eseguiti secondo le norme antisismiche»

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MASSA D’ALBE. Costruzioni abusive e non rispondenti ai criteri antisismici: succede nel Comune di Massa D’Albe.
La trasmissione le Iene ha acceso i riflettori su un caso tutto abruzzese che mette in evidenza come ancora oggi, dopo il terremoto e i 309 morti a causa dei crolli, la sicurezza delle costruzioni non è affatto una delle priorità. In più i presunti reati vengono fatti con i soldi pubblici.
La storia comincia nel 1998 quando il Comune di Massa D’Albe decide di ristrutturare il borgo medioevale: servono un 1 miliardo e 200 milioni di vecchie lire: 800 milioni di soldi pubblici e altri 400 milioni a carico del privato al quale viene concessa la possibilità di costruire un hotel, il ristorante annesso con gestione per 18 anni.
Finiti i lavori il sindaco rilascia il certificato di agibilità, dunque la struttura può aprire. Ma nel 2010 il Genio civile rileva delle irregolarità: «abusi edilizi nel ristorante», racconta la Iena Luigi Pelazza passeggiando nel borgo, «bagni mai registrati al catasto e mai collaudati, lavori non eseguiti secondo le norme antisismiche».
Come è possibile, ha chiesto la iena al sindaco, Giorgio Aldo Blasetti, che proprio il Comune abbia costruito senza seguire le norme antisismiche? E come ha fatto il sindaco a rilasciare il certificato di agibilità senza il collaudo?
«Io non so se la disciplina prevede collaudo», replica il primo cittadino. Pelazza a quel punto gli tira fuori la legge. Perché usare soldi pubblici per gli abusi? «Non è così», ripete Blasetti, «abbiamo usato 700 milioni di lire per il recupero del borgo e questo è successo. Se il privato ha fatto abusi non era certo il sindaco a dover valutare ma gli uffici comunali, che è una cosa diversa. Gli errori si possono fare e li fa soprattutto chi opera però gli errori sono riparabili».
Ma Pelazza sostiene che ci siano dubbi che si sia trattato solo di uno sbaglio.

«SE SPEGNETE QUELLA TELECAMERA…»
«Se spegnete quella telecamere», dice ad un certo punto il sindaco, «vi faccio una confidenza».
Così il primo cittadino, credendo che le telecamere fossero spente racconta…e racconta… e racconta: «siccome quella è un’opera pubblica, per renderlo funzionale quel manufatto, cioè nel senso che se no il ristorante non poteva essere perché mancavano una serie di requisiti…se non c’è il bagno dei disabili tu là quello non lo apri. La soluzione era che tu (privato, ndr) mi fai una variante in corso d’opera, io te l’approvo e tu la realizzi e allora non è abuso. Io non ho fatto abuso, lo hanno fatto loro».

«IL TECNICO E’ SCOMPARSO»
Poi il sindaco ha scaricato le responsabilità sul tecnico comunale: «che il mio tecnico ha giocato strano lo so. Io lo so che lo dovrei mandare via».
Le Iene chiedono di incontrare il tecnico ma il sindaco sostiene che sia sparito: «l’abbiamo chiamato! Oggi è sparito gli avranno detto che c’erano le Iene e lui se n’è andato!»
Ma leggendo dei documenti all’inviato di Italia 1, c’è qualcosa che non quadra perché era stato proprio il tecnico a segnalare gli abusi. Inoltre Pelazza ha ricevuto una registrazione audio in cui l’ingegnere racconta di essere stato lasciato solo. Il giorno dopo lo incontrano, ma non parla e non spiega chi e perché lo avrebbero lasciato solo.

«LA POLITICA HA MESSO UN BIOLOGO AL POSTO DELL’INGEGNERE»
Pelazza prova poi a contattare i responsabili del genio civile, ma c’è un fuggi fuggi generale. Qualcuno spiega che i controlli per verificare gli abusi saranno fatti sulla carta. «Ma se qualcuno scrive che è tutto sulla carta, non si vedrà l’ abuso…», contesta il giornalista.
Poi sempre a telecamere ‘spente’ vengono fuori altre confessioni: «Senza il collaudo statico non può essere rilasciata nessuna agibilità perché se andavano a fare verifiche sismiche su quei quattro muri e quando gli riuscivano? Qua dentro ci stanno i dirigenti che fanno i biologi. Io ero l’ingegnere capo qui. Per la politica un biologo ha preso il mio posto, era inquisito pure per ruberia, stava su tutti i giornali perché si stavano a rubare le macchine della Provincia, appalti falsi, eccetera eccetera allora l’hanno spostato e l’hanno messo qui. C’è da ridere qui».
O da piangere?

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