L'INTERVISTA

Esce allo scoperto la donna che ha dormito con Chiodi: «è un uomo onesto e corretto»

«Nessun vantaggio dalla storia con il presidente per il mio incarico»

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ABRUZZO. Ieri pomeriggio raggiunta da PrimaDaNoi.it aveva preferito non parlare né rispondere alle nostre domande. Qualche ora dopo, evidentemente, ha cambiato idea con il giornalista del Fatto Quotidiano.
Letizia Marinelli, con l’intervista rilasciata al quotidiano nazionale decide di uscire allo scoperto (comperta da anonimato mentre Il Messaggero fa il nome) e difendersi dalla “gogna-macelleria” mediatica che fino ad ora l’aveva risparmiata citandola sempre come “la donna del presidente” o “la donna della stanza 114”.
«Adesso devo pensare a tutelare il mio nome, la mia famiglia, i miei figli ed il mio lavoro. Del resto io non ho commesso alcun reato penale», diceva ieri pomeriggio a PrimaDaNoi.it poi ha voluto essere chiara e parlare.
Ad Antonio Massari del ‘Il Fatto Quotidiano' ha detto che non si dimetterà così come richiesto a gran voce dalla presidente della Commissione pari opportunità, Gemma Andreini. Marinelli (non indagata) fa parte di quella commissione come membro di diritto, nominata con decreto del luglio 2011 dai ministri Sacconi e Prestigiacomo su indicazione della giunta Chiodi.
Il suo ruolo è quello di Consigliera di Parità e da circa tre anni è diventata molto attiva nel suo campo istituzionale partecipando a molte iniziative e conferenze stampa nelle quali ha perorato la causa della parità di genere.

«È singolare che chiedano soltanto le mie dimissioni: come mai non chiedono anche quelle del governatore? Faccio sommessamente osservare che sono coinvolta - e a questo punto vittima - in una situazione che, per quanto riguarda me, non comporta alcuna responsabilità penale. Vorrei ricordare che l'adulterio non è più considerato reato e per le considerazioni morali rispondo solo alla mia coscienza e alla mia famiglia. Però mi rendo conto della cultura che ancora domina in questo Paese. E di come, purtroppo, le donne siano nemiche delle donne, ossequiose del potere maschile: ciò accade anche tra coloro che dovrebbero aver compreso interamente il ruolo, le funzioni e le competenze che sono chiamate a svolgere come membri di organismi di parità».
Per la sua nomina è stata aiutata da Chiodi?
«Assolutamente no. Non ne avevo alcun bisogno. La selezione è avvenuta pubblicamente vagliando i titoli e i curricula delle candidate. Una commissione esterna ha selezionato una rosa, che poi è stata rimessa alla giunta regionale, per la valutazione, quindi inviata al ministero per la nomina. Nessuna delle mie concorrenti poteva vantare, tra i titoli, un insegnamento universitario nella disciplina delle pari opportunità. Che avessi più titoli è un fatto dimostrato e dimostrabile. E nessuna ha presentato ricorso».

Sta di fatto che insieme al curriculum di Marinelli che godeva dell’amicizia speciale del presidente è stata nominata anche Valentina Faricelli (consigliera supplente), giornalista e vicina alla senatrice Federica Chiavaroli del Nuovo Centro destra e anche redattrice del giornale dello stesso partito “L’Occidentale”.
Secondo Marinelli non ci sarebbe alcuna ombra e tutto si è svolto in maniera regolare. Racconta di guadagnare «30 euro come gettone di presenza e fino al 2011 l’indennità era di 360 euro».
Le sembra corretto addebitare il conto di quella notte alle casse regionali?
«Non è concepibile», dice Marinelli, «che questa spesa sia stata rimborsata con soldi pubblici: non può e non deve essere così. Nel caso in cui quest'ipotesi venisse confermata, se anche riguardasse un solo centesimo, andrebbe immediatamente restituito alle casse della Regione. Però le assicuro che resto sorpresa: conosco Chiodi come una persona onesta e corretta, non so cosa sia avvenuto, posso soltanto pensare che si sia trattato di un errore. Sono stata sua ospite all'hotel Del Sole di Roma, ma non sono certa che si tratti proprio di quella data, sto verificando tra i miei documenti perché intendo essere precisa se e quando la magistratura intenderà convocarmi».