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Abruzzo. Variante Quadri, la statale da 50 milioni che frana e rifrana

Fagnilli: «come è potuto accadere ancora una volta?»

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PIZZOFERRATO. Oggi si sarebbe dovuta tenere l’apertura della variante di Quadri, centro abitato del medio Sangro, che rischia di diventare famoso più che per il tartufo, per la storia infinita della costruzione del completamento della strada statale 652, meglio conosciuta come Fondovalle Sangro.
Invece alcuni giorni fa l'Anas ha annunciato che a «causa del cattivo tempo», per problemi tecnici, la festa è stata rinviata e con essa anche l'apertura del nuovo tratto di strada di 2 chilometri.
Sul versante di imbocco della galleria, infatti, si è registrato un cedimento «a causa della pioggia». E tutto a pochi giorni dall’apertura. Un evento presentato come accidentale ed imprevito dalla società che gestisce il tratto di strada ma che avrebbe in realtà, secondo un'altra versione, ragioni diverse.
«Quella non è una frana», contesta Palmerino Fagnilli, sindaco di Pizzoferrato e consigliere Provinciale, «ma è una frana che rifrana». Il primo cittadino ricorda che smottamenti simili si erano già verificati in passato e si domanda come possa essere accaduto ancora una volta. 

«Intanto la Comunità di Quadri e quelle del medio Sangro, il sistema industriale della Val di Sangro, continuano a vivere una storia infinita di frane e aspirazioni frustrate. Il ministro», domanda il sindaco, «che pure avrebbe dovuto partecipare all'evento inaugurale, si sarà chiesto cosa è accaduto? E l'Anas cosa risponde all'interrogativo che corre lungo tutta la vallata? Com'è potuto di nuovo accadere? Di chi sono le responsabilità? Quando costa e quando questa storia infinita finirà?»
La costruzione della strada è cominciata nei primi anni '60 dalla foce del Sangro (Adriatico) e Autostrada del sole (Tirreno), con l'intento di costruire un asse di penetrazione della penisola nelle e per le zone interne e di collegamento dei due mari, alla fine del '900 si giungeva nel medio Sangro, svincolo di Quadri-Civitaluparella e Gamberale. Per l'Abruzzo-Molise mancava quindi un semplice tratto di 6 chilometri. Finalmente il 4 maggio 2005, dopo tante proteste e lotte da parte delle Comunità locali, è ripresa la costruzione del collegamento mancante, denominato: 2°Lotto-2°stralcio-1°tratto, Variante dell'abitato di Quadri, interessante i territori dei Comuni di Quadri-Borrello-Gamberale-Civitaluparella-Pizzoferrato. 

In sostanza 2 chilometri dei 6 mancanti. Costo preventivato 25.727.473 euro. Tempo di realizzazione circa 1000 giorni. «Appena partiti i lavori, però», ricorda oggi Fagnilli, «sono stati subito interrotti per via di un “importante movimento franoso” come comunicava l'Anas, e nel 2007 sono stati stanziati altri 12.286.015 euro. Dunque i lavori potevano ricominciare. Ma nel 2010, il 26 marzo, un nuova “rovinosa frana” ha comportato l'interruzione dei lavori».
Per la stessa frana, dopo proteste ed iniziative di sensibilizzazione, anche da parte di Carlo Materazzo, AD Sevel, e Marchionne AD Fiat, l'Anas ha deciso di utilizzare i 10.329.000 milioni di euro della Legge 388/2000 art.144/c.7d. Consegna lavori prevista per il 5 maggio 2013.
«I 91.206.513 di euro stanziati nell'Elenco opere infrastrutturali di nuova realizzazione», ricorda Fagnilli, sono stati cancellati, tolti dal piano.
L'Anas ha poi annunciato all'inizio dell'anno 2014, per il 28 gennaio, l'inaugurazione del tratto della variante di Quadri costata circa 50 milioni di euro, ossia circa 25.000 euro a metro.
Ma una ennesima frana ha bloccato nuovamente tutto. Quando finirà questa storia?
Cosa si intende fare adesso? Nuove spese per il consolidamento del costone franoso? Non si poteva pensarci prima?