DOPO L'ALLUVIONE

Emergenza Abruzzo: finita l’allerta. I fiumi scendono e si contano i danni

Cna: «sospendere le tasse a carico delle imprese»

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ABRUZZO. Sta tornando alla normalità la situazione su tutta la Regione dopo le forti piogge e gli allagamenti. Tutti i fiumi stanno registrando un progressivo abbassamento del livello dell’acqua. Anche il Pescara dopo il rinvigorimento della notte e la mattina già dalle 12 ha iniziato a scendere di livello ritornando negli argini e lasciando segnali inequivocabili della piena storica.
 Molte le barche lasciate sulla sede stradale e del parcheggio. Moltissimi i danni inflitti ai diportisti.
 Mentre la Regione si prepara alla richiesta di calamità naturale  è arrivata l’ora per le amministrazioni pubbliche  di fare la conta dei danni. Intanto questa mattina alle 12 il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura di Chieti ha cessato la propria attività, in considerazione del generale miglioramento delle condizioni meteorologiche e del superamento della fase emergenziale che aveva determinato la necessità di attivazione urgente del coordinamento degli interventi di soccorso.
In provincia di Teramo ancora problemi alla viabilità, non è stata ancora riaperta la provinciale 49 di Valle Castellana verso Ascoli Piceno. Rimane ancora chiusa anche la provinciale 43 che collega la statale a Pietracamela: la Provincia conta di riuscire a ripristinare la normale viabilità entro venerdì.
 Sono ancora chiuse anche la Sp 37/a di Colledoro: (chiusa in vari tratti a causa di sversamenti), la Sp 19/a di Miano per una frana di valle in località villa romita, la Sp 12 in località Collerenti  ponte sul Salinello chiuso a scopo precauzionale; la Sp  1 per l’erosione del fiume Tronto in più punti, la Sp 34 Colle Mesole e la 25 località autoporto.
L’emergenza sta rientrando anche nel Pescarese. Questa mattina il sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, ha revocato parte dell’ordinanza firmata ieri in cui si disponeva l’evacuazione di persone dalle abitazioni in zona considerata a rischio esondazione, ovvero quella vicino al Saline. Resta però confermata la chiusura della viabilità stradale. Il sindaco annuncia inoltre che le portate a monte del fiume Saline, riguardanti il fiume Fino nel fiume Tavo sono in fase decrescente e notevolmente inferiori sia ai picchi registrati nella giornata di ieri sia a quelli registrati oggi. Dunque il livello del fiume Saline è in fase decrescente.
A Pescara il fiume è esondato in più punti e le difficoltà maggiori restano quelle legate al traffico.  Nella giornata di domani (mercoledì 4 dicembre) le scuole resteranno ancora chiuse e i tecnici del Comune provvederanno ad effettuare alcuni sopralluoghi per verificare l'ulteriore agibilità dei plessi scolastici. Se non ci saranno problemi, giovedì riprenderanno le lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado, ha riferito il primo cittadino. Il vice sindaco e assessore alla Protezione Civile, Berardino Fiorilli spiega che «resta la massima attenzione per il livello del fiume Pescara, anche se rispetto alla scorsa notte la situazione è leggermente migliorata».
Per quanto riguarda le zone evacuate ieri a Villaggio Alcyone, via Raiale, via Aterno, nelle prossime ore le famiglie potrebbero, d'obbligo usare il condizionale, iniziare a rientrare nelle proprie abitazioni. «Stiamo lavorando - ha concluso Fiorilli - nelle strade collinari dove ci sono stati degli smottamenti».

BLOCCATA VIABILITA’ ROCCAMORICE

I tecnici della Provincia di Pescara sono al lavoro per ripristinare la viabilità a Roccamorice, comune di 1.200 abitanti rimasto isolato a causa di due estese frane che hanno reso impraticabili le due strade di accesso al paese. Più in generale, da Palazzo dei Marmi fanno sapere che sono in campo, in tutto il territorio provinciale, uomini e mezzi, al lavoro sulle tante strade interessate da frane e smottamenti. La situazione torna verso la normalità anche a Città Sant'Angelo, dove il Coc, Centro operativo comunale, per il momento è ancora attivo. Monitorato il torrente Piomba, i cui livelli attualmente non preoccupano, mentre non si rilevano criticità nelle scuole, che domani dovrebbero riaprire. Chiusa al transito la strada provinciale che dal centro angolano porta a Elice, interessata da un'estesa frana. I tecnici dell'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), infine, sono al lavoro per ripristinare la rete idrica, «letteralmente distrutta dalle bombe d'acqua», al confine tra le province di Pescara e Teramo e in particolare nella valle del Fino. 

MERCOLEDI’ A PESCARA SCUOLE CHIUSE SOLO PER GLI ALUNNI

Intanto Pescara deve ancora rientrare nella normalità e proprio per questa ragione  l’assessore alla Pubblica istruzione Roberto Renzetti ha deciso di tenere ancora domani, mercoledì 4 dicembre, le scuole chiuse per gli studenti di ogni ordine e grado, mentre rientrerà regolarmente in servizio il personale, dunque dirigenti, docenti, operatori scolastici che con i tecnici domani effettueranno un controllo a tappeto su tutti gli Istituti per verificarne la perfetta agibilità e soprattutto avvieranno la riaccensione degli impianti di riscaldamento, spenti da domenica, in modo da riportare a una temperatura adeguata, almeno 20 gradi, le aule. E mercoledì resteranno ancora chiusi anche i parchi cittadini, per concedere agli agronomi il tempo necessario per una verifica accurata sulla stabilità delle piante in vista della riapertura degli spazi per giovedì 5 dicembre; resteranno invece chiusi al pubblico almeno sino al fine settimana la Riserva naturale dannunziana e la Riserva di Santa Filomena dove i terreni non hanno ancora drenato tutta l’acqua in eccesso, creando uno strato di melma pericoloso per le radici dei pini. Intanto già da stamane sono iniziate le opere di ripristino delle strade danneggiate dal maltempo: alcune sono tuttora chiuse al transito e alla sosta e opportunamente transennate, per altre sono venute fuori buche e crateri che con la massima urgenza bisognerà riparare, così come va affrontato il problema delle 14 frane che si sono verificate su tutto il territorio con le opportune misure di ripristino e messa in sicurezza necessarie prima della riapertura al traffico delle strade interessate, come via Catani, strada Colle Breccia, dove, peraltro, nella serata di ieri la cittadinanza è stata invitata a lasciare momentaneamente, a scopo cautelativo, le proprie abitazioni per avere il tempo sufficiente per un attento monitoraggio del movimento franoso in atto.
 
SOSPENDERE PAGAMENTO DELLE TASSE LOCALI
Intanto un appello arriva dalla Cna regionale:  «Le amministrazioni comunali dei centri delle province abruzzesi colpiti in queste ore dai danni provocati dagli eventi atmosferici, sospendano temporaneamente il pagamento di tutte le tasse a carico delle imprese», chiede il presidente Italo Lupo  secondo il quale «nel momento in cui è in corso la conta dei danni provocati dall’alluvione e dall’esondazione dei diversi corsi d’acqua presenti sul territorio delle nostre province più danneggiate, cioè Chieti, Pescara e Teramo, con centinaia di titolari di piccoli esercizi commerciali e artigianali duramente colpiti, e perdipiù costretti a intervenire spesso con le sole proprie forze per salvare le rispettive attività, aggiungere un accanimento fiscale apparirebbe del tutto fuor di luogo».
Da qui l’appello di Lupo «ai primi cittadini delle nostre città e paesi, affinché manifestino buon senso in queste ore drammatiche». La Cna, infine, invita gli artigiani e i commercianti abruzzesi a rivolgersi ai rispettivi comuni, documentando i danni patiti dalle proprie attività, in modo da sostenere la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale avanzata dalla Regione al Governo.
 Su proposta del Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, intanto, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso all’unanimità la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio regionale per il prossimo 10 dicembre. «Al di là del profondo dolore che ognuno di noi sente per la vittima innocente e per la violenza devastatrice subita dal nostro territorio – ha commentato il Presidente Pagano – è arrivato il momento per una seria e costruttiva riflessione sullo stato dei nostri fiumi e del nostro ambiente. Infatti, non è più rinviabile un’azione di contrasto seria ed efficace rispetto ai mutamenti climatici e al dissesto idrogeologico, con la messa in sicurezza del territorio. Da qui – conclude – la mia richiesta per un Consiglio regionale straordinario».

QUAGLIARIELLO SEGNALA A CDM SITUAZIONE PESCARA E PROVINCIA

Nel corso della riunione di oggi, il ministro Gaetano Quagliariello ha rappresentato al Consiglio dei ministri la grave situazione determinatasi nel territorio della provincia di Pescara a causa dell’emergenza maltempo.

 E’ quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del ministro per le Riforme.

«Nel ricordare come si tratti del secondo evento ravvicinato nel tempo dopo quello dei giorni 11, 12 e 13 novembre, il ministro Quagliariello ha condiviso con il Consiglio dei ministri il cordoglio per la donna annegata a Pescara, ha segnalato le gravi conseguenze provocate dal maltempo – dieci milioni di euro di danneggiamenti già quantificati alla rete viaria, circa duemila persone sgomberate ed evacuate, danni ingenti a colture anche pregiate e strategiche per l’economia del territorio – e ha chiesto che sia posta in essere ogni iniziativa utile a far fronte alla situazione. La Presidenza del Consiglio, dal canto suo – conclude il comunicato -, ha assicurato un immediato contatto con la Protezione civile per una ricognizione sulla situazione e per valutare le iniziative da assumere».

CHIESTO STATO DI CALAMITA’

Il presidente della Regione Gianni Chiodi e l'assessore alla Protezione civile Gianfranco Giuliante hanno fatto richiesta alla presidenza del Consiglio dei ministri della dichiarazione dello stato di emergenza per i territori interessati dal maltempo dei giorni scorsi. Da una prima stima risultano coinvolti i territori di circa 70 comuni con danni alle infrastrutture tali da determinare l'isolamento di alcuni centri abitati con evacuazione di circa 300 famiglie in strutture pubbliche; si sono registrati danni anche alle infrastrutture di competenza statale; i fiumi interessati dalle piene hanno subito modifiche nel percorso determinando un nuovo scenario di potenziale rischio per la popolazione e le strutture esposte.

«La cosa che posso dire oggi», commenta Chiodi, «è che chiediamo lo stato di emergenza e che si tratta di un evento eccezionale dovuto alle forti precipitazioni ed alla alta temperatura di ieri e ieri l'altro che ha portato anche ad uno scioglimento della neve accumulatasi qualche giorno prima. Il tutto esaltata dalle scelte urbanistiche degli ultimi decenni. Ora la polvere prevale sulla sostanza del problema: scelte urbanistiche e manutentive - ha continuato Chiodi, il quale sottolinea che si è verificata "la stessa cosa del porto: costruito male e senza manutenzione adeguata per anni e anni».