LO SCIOPERO

Italcementi Scafa, lavoratori bloccano la Tiburtina

Nuova protesta dei dipendenti: sito a rischio chiusura

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SCAFA. «Andremo avanti a oltranza per difendere il cementificio di Scafa e i posti di lavoro degli operai che sono legati all’Italcementi da oltre quarant’anni».
Lo ha dichiarato il sindaco di Scafa Maurizio Giancola che ha partecipato, insieme ai rappresentanti di Cgil, Cil e Uil e Rsu e agli altri sindaci del bacino minerario, alla protesta dei lavoratori dell’Italcementi che stamattina hanno bloccato di nuovo la Tiburtina.
I lavoratori sono scesi in strada affinché l’azienda mantenga in essere il piano di ristrutturazione e riorganizzazione che prevedeva la cassa integrazione fino al gennaio 2015 per il 50% degli addetti, senza fare passi indietro».
I circa mille partecipanti si sono ritrovati alle ore 9.30 davanti ai cancelli del cementificio e poi si sono spostati in corteo sulla Tiburtina, in direzione Pescara, per raggiungere l’ingresso del paese e percorrere corso I Maggio. La manifestazione si è conclusa in piazza Matteotti, dove ci sono stati gli interventi dei sindacati.
«L’Italcementi – ha proseguito il sindaco Giancola - dovrà rispettare gli accordi nazionali sottoscritti nel gennaio scorso, accettati dalle parti sociali, contrariamente ai quali oggi la cassa integrazione, che era intesa per ristrutturazione, è diventata per cessazione attività. Pertanto siamo vicini ai lavoratori che oggi hanno scioperato bloccando la Tiburtina per far sentire la propria voce e mantenere alta l’attenzione sulla questione. Ovviamente, nel caso in cui la decisione di chiudere lo stabilimento di Scafa fosse irrevocabile, chiederemo all’Italcementi un impegno formale a rinunciare all’istanza di rinnovo delle concessioni minerarie, in scadenza a giugno 2014. Un atto necessario in quanto se l’Italcementi ha deciso di abbandonare Scafa, bisognerà lasciare agli altri imprenditori la possibilità di investire sul nostro».
«E’ impensabile – ha aggiunto il sindaco Giancola – accettare l’ipotesi di smantellamento del cementificio, soprattutto se si considera che l’Italcementi è sempre stata considerata una realtà solida e alla sua attività è legato il destino dei lavoratori da oltre quarant’anni». In attesa del coordinamento dei sindacati previsto per il 21 novembre a Roma, «continueremo a monitorare la situazione – ha aggiunto il sindaco Giancola – e saremo disposti anche a battere i pugni sul tavolo, qualora sia necessario, per tutelare i nostri concittadini».