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Abruzzo. L’ospedale «fuorilegge» di Chieti sbarca al Tg1. «Da sgomberare»

Zavattaro conferma: «cemento depotenziato»

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CHIETI. «L’ospedale è fuori legge, non rispetta le norme antisimiche e va sgomberato».
Sbarca un pò a sorpresa sul Tg1, edizione della sera (una delle più viste), il caso del nosocomio chietino e dei suoi problemi di staticità. Un caso molto noto in città già rilancianto da PrimaDaNoi.it addirittura nel 2011 ed i cui strascichi non si sono ancora esauriti. Ora "il caso" si guadagna anche la cronaca nazionale per un triste primato: «è l’unico ospedale», spiega l’inviato del telegiornale, «senza davanzali né cornicioni. Li hanno raschiati via tutti per il pericolo di crollo. Ci sono problemi di staticità perché l’edificio è stato costruito 40 anni fa con cemento impoverito».
PrimaDaNoi.it si era occupato del caso esattamente due anni fa: era novembre del 2011 quando uno dei pilastri in cemento armato del Corpo F dell’ospedale SS. Annunziata venne messo sotto osservazione per controllare la sua resistenza in caso di terremoto.

Qualche mese dopo l’Atp (l’accertamento tecnico preventivo) disposto dal Tribunale di Chieti ha confermato che ci sono criticità in alcuni pilastri degli edifici C ed F.
L’Asl è sempre stata molto prudente ma ieri il manager Francesco Zavattaro ha confermato al Tg1 i problemi: «molti pilastri hanno problemi importanti e la quantità di cemento non copre completamente lo spazio fisico… quindi ci sono buchi»
L’ospedale ha fatto causa ai parenti del costruttore e ora cerca una soluzione. I reparti da smantellare, per i quali si cerca una nuova postazione, sono quelli di Terapia intensiva, Rianimazione, Cardiochirurica: 140 posti letto, un terzo del totale.
«Il problema strutturale c’è», conferma anche Mauro Massi, presidente del tribunale dei malati, «tant’è che avevano immaginato di tagliare alcuni piani dell’ospedale per diminuire la pressione sulle parti più basse». Una ipotesi però impraticabile.
Ma non è solo la staticità a creare problemi al nosocomio. Le telecamere del Tg1 hanno filmato tutti gli scatolini della farmacia ammassati lungo i corridoi: medicinali, sacche per la flebo e materiale per la dialisi tutto alla mercè dei passanti.
«Tutto il materiale», come spiega Aldo Cerulli di Cittadinanzattiva «andrebbe tutto stoccato in locali riservati dove possano essere sorvegliati». E del sovraffollamento ne sanno quacosa anche i pazienti, ripresi distesi sulle barelle nella sala d’attesa.
Una notizia che andrebbe forse ridimensionata o inquadrata nella sua dimensione reale visto che (eventualmente) a dover essere sgomberato non sarà "l'ospedale di Chieti" ma solo una minima parte.
Chissà se gli attentissimi amministratori e politici abruzzesi sempre così vigili sull'uso del diritto di cronaca e pronti a lamentre danni di immagine manderanno almeno una richiesta di rettifica al potente Tg1.