LUTTO CITTADINO

Abruzzo. Pescara dà l’addio al vigile eroe. La figlia: «te ne sei andato troppo presto»

Migliaia in corteo per l’addio a Berardinucci

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6809




PESCARA. Accompagnato dal suono delle sirene e da un applauso, alle 9.40 di sabato mattina il feretro del vigile del fuoco Maurizio Berardinucci ha lasciato la caserma di viale Pindaro per raggiungere la cattedrale di San Cetteo.
E’ lì che si è celebrato il funerale solenne. Un lungo e silenzioso corteo ha seguito il mezzo dei vigili su cui e' stata sistemata la bara, coperta dal tricolore e con il casco di Berardinucci posizionato sopra. Tanti colleghi ma anche tante persone normali, oltre ai rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell'ordine e di molte associazioni, con gonfaloni e corone, hanno voluto esserci e hanno seguito a piedi il corteo per poi assistere al rito funebre, celebrato dall'arcivescovo Tommaso Valentinetti, e dare l'ultimo saluto al vigile del fuoco di 47 anni di Montesilvano.
Berardinucci, sposato e padre di tre figli, e' morto dieci giorni fa al Gemelli di Roma dopo essere rimasto ferito, il 25 luglio, nell'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio "Fratelli Di Giacomo", a Villa Cipressi di Citta' Sant'Angelo (Pescara), in cui persero la vita quattro componenti della famiglia Di Giacomo. A Pescara e Montesilvano e' stato proclamato il lutto cittadino.
Lungo il percorso del corteo funebre alcuni commercianti hanno abbassato le saracinesche.
Ad accompagnarlo, in una marcia silenziosa interrotta solo da alcuni applausi e dal suono delle sirene dei mezzi dei pompieri, i famigliari, i colleghi e gli amici, oltre a tanti cittadini. Presenti le massime autorità civili e militari.
La cattedrale di San Cetteo era gremita: oltre ai pompieri arrivati da fuori citta', hanno partecipato anche alcuni componenti della famiglia Di Giacomo

«LUI SIMBOLO DI ALTRUISMO»
«In questi mesi Maurizio è divenuto il vigile del fuoco simbolo dell'altruismo e del sacrificio. Rappresenterà i valori ispiratori del nostro lavoro. La sua eredità ci aiuti a crescere come uomini e come soccorritori», ha detto il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Pescara, Pietro Di Risio, a conclusione dei funerali. «Quella mattina del 25 luglio - ha ricordato il comandante - Maurizio è partito insieme ai colleghi nel tentativo disperato di salvare vite umane, ben sapendo il pericolo che quella situazione infernale poteva rappresentare».
Soffermandosi sul percorso «lungo e difficile» di Berardinucci nei Vigili del fuoco e sui tanti anni da volontario, Di Risio ha ricordato come il vigile «abbia sempre dato prova di essere animato dai più grandi e veri ideali che ispirano un lavoro così particolare. Ho perso un compagno di missione più che un collega», ha concluso. Nel corso dei funerali è stato letto un messaggio di cordoglio e vicinanza scritto da un caposquadra a riposo di Modena, città in cui Berardinucci aveva lavorato per qualche tempo.
«Ricordiamo il nostro fratello Maurizio che con generosità e piena disponibilità si è lanciato nel soccorso di chi era nel pericolo e dopo un lungo soffrire è ritornato alla casa del Padre», ha detto invece durante l’omelia l'arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti.
Toccanti le parole della figlia che, a fine cerimonia, ha ricordato il padre tra la commozione generale. «Te ne sei andato troppo presto per fare ciò che amavi - ha detto la ragazza -: prestare soccorso anche a costo della tua stessa vita come hai dimostrato la mattina del 25 luglio».
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, Albericio Di Pace, il capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, Alfio Pini, il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Nazario Pagano, il prefetto di Pescara, Vincenzo D'Antuono. Massiccia la presenza dei Carabinieri, a partire dal comandante della Legione Abruzzo, generale Claudio Quarta, e della Croce Rossa Italiana, considerato che il fratello di Berardinucci è un militare dell'Arma in servizio alla Compagnia Carabinieri di Penne (Pescara) e volontario Cri. Su invito della famiglia Berardinucci, alla funzione ha partecipato anche il tenore abruzzese Piero Mazzocchetti che ha interpretato, tra l'altro, l'Ave Maria di Gounod. All'uscita del feretro dalla cattedrale un lungo applauso e il suono delle sirene dei mezzi dei pompieri hanno di nuovo rotto il silenzio dei presenti. Il corteo funebre è poi ripartito per Montesilvano. Berardinucci è stato tumulato nel cimitero della città adriatica, dopo un passaggio davanti alla sua abitazione e uno davanti al locale distaccamento dei Vigili del Fuoco che lui aveva contribuito a fondare.