PALLEGGI ISTITUZIONALI

Abruzzo. Dirigenti regionali a lezione da un allenatore di basket

L’assessorato regionale al personale forma così il “team leader”

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ABRUZZO. Un famoso allenatore di basket è stato chiamato dall’assessore regionale al Personale, Federica Carpineta , per insegnare ai dirigenti regionali come si forma e si gestisce in ufficio un team di collaboratori.
L’iniziativa ha destato non poche perplessità all’interno della Regione e qualcuno aveva anche pensato ad uno scherzo. Poi invece la cosa è stata confermata pur in assenza di documenti sui siti istituzionali.
In forma un pò riduttiva, alcuni “dipendenti esasperati” avevano bollato come inutile l’iniziativa («i dirigenti sanno già come palleggiarsi le responsabilità….») ed invece ieri all’hotel Sea Lion di Montesilvano è andata in onda una vera lezione da imparare. Per l’occasione è stato ingaggiato Alessandro Finelli, famoso allenatore di basket, ormai impegnato nella formazione aziendale.
In realtà le «Riflessioni sulle tre dimensioni della vita del Dirigente», organizzate da “Sinergieducation” per questo incontro sul “Manager a 3D” (dimensioni) sono state molto interessanti. Hanno, infatti, delineato l’identikit del dirigente moderno: «aperto, comunicativo, interessato a raggiungere gli obiettivi attraverso l’ascolto ed il colloquio con i suoi dipendenti», identificati come «veri e propri componenti di una squadra».
Insomma questo nuovo dirigente che verrà deve essere sempre più un “Team leader” aperto al futuro, capace di gestire le emergenze e di essere esempio con il suo comportamento, tanto che l’incontro poteva anche essere intitolato «alla ricerca del Team leader che non c’è».

Perché alla fine è stata tutta fatica sprecata, nonostante gli sforzi molto professionali dello staff di esperti chiamati dall’assessore Carpineta (c’erano anche Fabio Cola, formatore e mental trainer e Raffaele Credidio, Hr manager in Micron semiconductor Italia). Infatti a conclusione di due ore di esempi, filmati e domande non è stato possibile approfondire l’argomento con il principale relatore del pomeriggio e cioè Alessandro Finelli, il coach certificato PCC dall’International coach federation, protagonista indiscusso del workshop.
E’ successo che una solerte dirigente regionale aveva così ben memorizzato la lezione sulle caratteristiche del Team leader da “strappare” letteralmente dall’intervista il relatore: «lo abbiamo pagato, non ce lo può sottrarre così… e poi serve dentro all’altro esperto che deve parlare».
Finelli aveva avuto appena il tempo di spiegare che il suo intervento mirava «a portare l’esperienza di un team sportivo, basket in particolare (che è un gioco di squadra) nel mondo del business».
Un progetto molto chiaro e articolato che si è scontrato subito con la chiusura tradizionale meglio radicata nelle istituzioni pubbliche….

FORMAZIONE IN RITARDO PER I DIRIGENTI, PUR IN PRESENZA DI CRITICITÀ PIÙ URGENTI
In effetti il titolo dell’incontro “Il dirigente a 3D” ha fatto venire in mente lo slogan “Abruzzo punto 2” caro al presidente Chiodi, che però da un pò di tempo non lo usa più. Forse ha verificato direttamente che il suo desiderio di imprimere una spinta di modernità all’ente Regione si scontrava con una macchina burocratica molte volte autoreferenziale e poco aperta al cambiamento, alla comunicazione ed alla trasparenza.
Allora, forse, avevano ragione i dipendenti esasperati, quelli che si scontrano ogni mattina con quei dirigenti che sono ben lontani da quelli fantasticati dal coach: «invece di occuparsi dei trasporti che non funzionano, dei tagli alle guardie mediche ed agli ospedali, della cultura ormai assente, dell’artigianato, del lavoro, della gestione dell’acqua – dicevano questi dipendenti - la Regione che fa? Non sta immobile, ovvio. Palleggia, sì: palleggia. E l’assessore al personale con la sua solerte fresca dirigente faranno allenare direttori e dirigenti da un famoso allenatore di basket, opportunamente ingaggiato e pagato a spese nostre».
Inevitabile la riflessione visti i tempi: «era opportuno in un momento di crisi, con disoccupati e cassintegrati, spendere soldi per addestrare dirigenti già esperti nei palleggi di responsabilità? Forse l’assessore avrebbe fatto meglio a pensare ai concorsi ed alle progressioni di carriera, visto che noi veniamo bypassati dai raccomandati di turno che transitano in Regione da Enti strumentali, aziende e comuni…».

Al di là di queste riflessioni “esasperate”, c’è un rammarico per l’esito del pomeriggio passato ad ascoltare le giuste riflessioni sull’arte del “coaching” e le teorie da inculcare... forse questo incontro andava fatto prima e non al termine della legislatura.
Troppo tardi cioè per imporre ai burocrati riottosi della Regione (ne esiste una bella rappresentanza) un modello di dirigente moderno: cioè un Team leader competente, aperto alla comunicazione, affidabile per i suoi collaboratori, flessibile nelle scelte, capace di orchestrare il gruppo «senza scadere nella cricca», come ha suggerito dalla sala un dirigente di nome Antonietta.
E Pierluigi – altro direttore - ha invece ricordato che per lui «la selezione dei collaboratori nel team è necessariamente violenta, non c’è il tempo per sottigliezze psicologiche, il lavoro è duro».
Tanto duro che «qui si sta parlando di stress da lavoro correlato, che è una fattispecie molto ampia visto che noi lavoriamo per obiettivi e per risultati», ha aggiunto un terzo dirigente.
Sullo sfondo sembrava inascoltato l’appello di Finelli ad ispirarsi al «basket, sport di flessibilità, dove tutti debbono sapere tutto: ruoli precisi, schemi di attacco e di difesa, passaggio, blocco, azione senza palla, procedure».
L’iniziativa, seppur originale, in teoria poteva essere valida e utile ma solo il tempo dirà a cosa sia veramente servita. 

Sebastiano Calella