IL FATTO

Abruzzo. Auto ripescata al porto di Pescara, all’interno i resti di un uomo sparito nel 2011

Necessari gli esami del dna per accertare con sicurezza l’identità

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PESCARA. Un mistero lungo due anni, svelato solo grazie ad un ritrovamento casuale quanto drammatico.
Ieri pomeriggio, poco dopo le 19 i resti di una Renault Modus sono stati ripescati dalle acque del fiume Pescara grazie ai lavori di dragaggio che si stanno effettuando nel molo sud.
Gli operai della cooperativa San Martino di Chioggia si sono accorti della presenza dell'auto, catturata dalla draga, e del braccio di un giubbotto che usciva fuori dall'auto e hanno interrotto l'intervento lanciando l'allarme.
Nella macchina c'erano una Fidelity card intestata a un dipendente del Comune di Pescara (servizio Anagrafe) di cui si sono perse le tracce da tempo, Luigi Di Paolo, nato nel 1960. La tessera era infilata in un portafogli con una serie di documenti illeggibili. Al posto di guida una poltiglia informe, che secondo gli inquirenti potrebbe essere cio' che rimane del corpo. Solo l'osso femorale si vede in modo nitido. Nell'abitacolo anche la busta di un negozio di ortopedia che potrebbe essere riconducibile a lui.
La certezza sull'identità di Di Paolo, che oggi avrebbe 53 anni, arriverà con l'esame del Dna, o comunque con un esame autoptico che disporrà il magistrato. Le indagini sono state affidate dal Pm Salvatore Campochiaro alla Squadra Mobile della Questura di Pescara diretta da Pierfrancesco Muriana
L’uomo scomparve da Pescara il 31 dicembre del 2011 con la sua Renault. Il primo a lanciare l’allarme fu il responsabile del suo ufficio che non lo vide rientrare a lavoro il 3 gennaio, dopo la pausa natalizia. Nell’abitazione dell’uomo vennero ritrovati, oltre al cellulare, i suoi effetti personali. Di Paolo era depresso per la scomparsa della moglie Raffaella Menna e proprio per il dolore si era avvicinato molto alla chiesa cattolica. In un primo momento le ricerche si erano infatti incentrate su una possibile fuga all'estero per una crisi mistica. Della scomparsa di Luigi Di Paolo si è occupata più volte la trasmissione di Rai Tre "Chi l'Ha visto" che fino a ieri sera aveva la sua foto nella sezione scomparsi.

Non è la prima volta che il fiume Pescara restituisce il corpo di uno scomparso. A novembre 2011, infatti, proprio pochi giorni prima della scomparsa di Di Paolo venne recuperato il cadavere di Donatella Masciantonio, 58 anni, ferroviera in pensione. La donna uscì di casa verso le 11 per recarsi nell’ufficio postale di via monte Faito a pagare le bollette. Un vicino di casa l’avrebbe vista. Poi di lei non si è saputo più nulla fino al ritrovamento del corpo, proprio nelle acque del Pescara.
E nel fiume si è cercato, senza risultati, anche il corpo di Silvana Pica, sparita sempre dalla città adriatica a gennaio del 2012. Di lei si sono perse le tracce e al momento non si sa ancora cosa possa esserle accaduto.
(Foto: Dario Di Sabatino)