BATTAGLIA INFINITA

Abruzzo. Villa Pini, un paio di giorni di attesa per il reclamo di S. M. de Criptis

La Camera di Consiglio ha ascoltato le parti e sta scrivendo la sentenza

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CHIETI. Ci vorranno un paio di giorni per conoscere cosa ha deciso la Camera di consiglio che a Chieti deve esprimersi sul reclamo di S. Maria de Criptis contro la sua decadenza dall’appalto di Villa Pini.
 Così almeno ha detto il presidente Camillo Romandini (i giudici a latere erano Lucio Luciotti e Federico Ria) pressato dai cronisti all’uscita dall’udienza, iniziata verso le 11,15. Mezz’ora circa per ascoltare gli avvocati delle parti, un’altra mezz’ora per buttare giù qualche appunto, poi poco prima delle 12,30 il collegio è uscito ed ha incrociato il presidente Geremia Spiniello, con il quale si è soffermato a parlare, ma non della sentenza che deve ancora essere scritta. Poi tutti a casa, in attesa di conoscere il verdetto che sarà una sorta di anticipazione del giudizio civile che ci sarà a febbraio 2014, e che è la seconda parte dell’iniziativa di S. Maria de Criptis contro la curatela fallimentare che l’ha esclusa dall’aggiudicazione. 

La prima udienza era stata rinviata ad oggi perché non c’era la prova (cioè la cartolina di ritorno) della notifica del ricorso a Santa Camilla spa, che poi ha acquistato la clinica. La cartolina è stata rintracciata a Roma, negli uffici delle Poste, a cura di Antonio Di Ianni, amministratore delegato di S. Maria de Criptis, ma anche oggi i tre soci che hanno acquistato Villa Pini come prevedibile non si sono costituiti, sia per una questione di stile (hanno sempre sostenuto di non entrarci nulla in tutta la vicenda) sia perché a ridosso dell’acquisto un loro intervento sarebbe stato proprio fuori luogo.
E così di nuovo oggi gli avvocati Remo Di Giacomo e Carlo Fimiani (per la curatela) sono tornati ad eccepire che l’omessa notifica del reclamo al Policlinico Abano Terme (più volte chiamato in causa) rende irricevibile il reclamo ed hanno replicato punto per punto alle contestazioni, addossando proprio ai ritardi di S. Maria de Criptis i rilievi formulati nel reclamo. Tra l’altro proprio l’acquisto da parte di Santa Camilla è una prova “a contrario” che Villa Pini si poteva vendere ed acquistare con la dovuta diligenza in tutte le fasi della trattativa. 

Da parte sua l’avvocato Nicola Spinaci (per Santa Maria de Criptis) ha illustrato le ragioni del reclamo contro il no alla richiesta di proroga dei tempi del contratto e contro la decadenza, entrambi firmati il 30 luglio scorso dal giudice delegato Nicola Valletta.
«C’erano problemi con l’elenco del personale, l’inventario non era completo, mancavano alcuni macchinari e non era stato rispettato il crono programma dei lavori di adeguamento della clinica», ha sottolineato Spinaci.
L’avvocato Manuel De Monte, presente per Seagull di Nicola Petruzzi, ha spiegato che la sopravvenuta vendita toglieva di fatto al suo assistito ogni interesse alla decisione finale della Camera di consiglio.
Fuori però non è filtrato nulla sull’orientamento dei giudici, anche se tutti sono stati concordi nel riferire che il presidente Romandini ha dimostrato con la sua ampia relazione di aver approfondito le ragioni dell’una e dell’altra parte. Cioè di aver letto tutti i documenti come ha dimostrato qualche intervento in cui ha interloquito con precisione sui fatti esposti. Il che però non aiuta a capire l’evoluzione della vicenda e l’esito positivo o negativo del giudizio.

Sebastiano Calella