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Abruzzo. Conclave dei "saggi" a Francavilla, l’Italia malata riformata nel centro benessere

Sul tavolo bozza e premierato

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FRANCAVILLA AL MARE. Semipresidenzialismo; sistema parlamentare ammodernato o (questa la novità) un "governo parlamentare del premier", con un potere sostanziale di scioglimento delle Camere da parte del capo dell'esecutivo.
Due modelli alternativi e una proposta di mediazione. Sono questi ora i temi sul tavolo della commissione di "saggi" per le riforme, presieduta dal ministro Gaetano Quagliariello, a Francavilla, la due giorni di lavori nella quale si si sta cercando una sintesi sulla relazione finale da consegnare al governo per metterla a disposizione del Parlamento.
I saggi sono stati accolti ieri tra proteste e polemiche sui costi. "Armati" di fischietti e striscioni, militanti del Movimento 5 stelle, dell' Anpi di Pescara, del Prc e dell'Abruzzo social forum hanno circondato subito i pullman dei tecnici. Sui cartelli è chiara la scritta: «Giù le mani dalla Costituzione». E questi vengono messi proprio accanto al messaggio di benvenuto del sindaco Antonio Luciani. Qualcuno urla anche «vergogna» all'arrivo delle navette che scortano i saggi in hotel.
Al centro delle polemiche, la scelta dell'albergo: un quattro stelle "superior" con tanto di Spa super attrezzata per massaggi e saune. Secondo chi ha fatto bene i conti si parla di un costo complessivo di circa 20mila euro. Troppo, secondo i manifestanti, per "stravolgere" oltretutto la Carta.
«Per modificare la Costituzione stanno violando e aggirando quello che dice la stessa Costituzione. Le riforme di cui parla questa maggioranza sono le riforme scritte nel programma della P2», ha commentato il deputato abruzzese Gianluca Vacca che ha partecipato alla protesta.
«E' in atto un tentativo di esautorare sempre di più il Parlamento - ha aggiunto Vacca - e renderlo molto più inoffensivo e lento, per poi arrivare ad una forma istituzionale in cui il governo abbia potere preponderante. Bisogna fermare questa deriva e migliorare il Parlamento con tutte le forze politiche - ha concluso - riportando la questione all'interno di ciò che dice la Costituzione».
«Quella del Movimento 5 stelle è una posizione conservatrice, e lo dico tra virgolette, che ha una sua legittimità e che va rispettata così come vanno rispettate questa protesta e tutte le forme pacifiche di protesta», ha commentato invece il ministro per le Riforme Costituzionali, Gaetano Quagliariello
«Questo è un centro benessere, l'Italia è diventata un centro malessere, speriamo di sentirci meglio», ha detto invece il costituzionalista Michele Ainis, uno dei 35 'saggi', arrivando a Francavilla al Mare. Rispondendo ai cronisti che lo interpellavano sulle spese sostenute per la riunione dei saggi Ainis ha detto: «Io sono venuto a spese mie con la mia macchina e sto lavorando gratis. Personalmente - ha aggiunto - avrei preferito non muovermi, anche perché vivo a Roma. Speriamo di fare un buon lavoro».

BICAMERALISMO
Ieri pomeriggio, definito il metodo di lavoro, si è discusso dei temi del bicameralismo e del titolo V, sul rapporto tra Stato e Regioni. Ma quello che promette di far più discutere è il tema della forma di governo. Al loro arrivo, i "saggi" hanno trovato in camera la proposta messa a punto (all'esito del dibattito che si è svolto tra giugno e luglio) dal comitato di redazione composto da sette giuristi e presieduto da Luciano Violante. Alcuni capitoli della bozza, che è stata assunta come testo base, rispecchiano le posizioni largamente condivise dai "saggi": la necessità di superare il bicameralismo perfetto con una Camera delle Regioni (qualche divergenza c'è sul metodo di elezione, diretto o indiretto); una revisione dei regolamenti parlamentari; la riduzione di deputati (da 630 a 480) e senatori (da 315 a 120).
Sul tema più spinoso, quello della forma di governo, la bozza Violante contiene invece una proposta di mediazione tra chi vorrebbe mantenere un sistema parlamentare ammodernato e chi invece è per il semipresidenzialismo alla francese, modello che avrebbe tra i "saggi", stando alle posizioni di partenza, il consenso di una maggioranza relativa. La proposta Violante è per un "governo parlamentare del premier".

PIU’ POTERI AL PREMIER
Un sistema parlamentare (con un meccanismo di sfiducia costruttiva del governo), che dà più poteri al premier, il quale godrebbe di una sostanziale investitura popolare, come capo della maggioranza. Sarebbe dunque il solo premier ad ottenere la fiducia della Camera, potrebbe nominare e revocare i ministri, e avrebbe anche un sostanziale potere di scioglimento delle Camere. Il connesso sistema elettorale sarebbe un proporzionale con sbarramento al 5%, con preferenze (la seconda di genere) e un premio di maggioranza del 55% a chi supera il 40% dei voti. Se nessuna lista o coalizione superasse quella soglia, ci sarebbe un secondo turno con ballottaggio tra le prime due. Non è affatto detto però che la proposta Violante raccolga il consenso unanime dei "saggi", considerato che c'è chi (tra gli altri, 13 semipresidenzialisti) alla vigilia ha fatto circolare documenti per esprimere la propria posizione. Dunque, è probabile che la relazione della commissione indichi alla fine tutte le tre opzioni alternative, con le rispettive ricadute.

(Foto: Fabio Urbini)