SANITA'

Abruzzo in Israele a scuola di emergenza sanitaria

Siglato l’accordo per la formazione di 180 esperti del 118

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ABRUZZO. Un Pronto soccorso senza file, una Rianimazione che fa miracoli, un 118 più rapido e flessibile in ogni angolo d’Abruzzo: per il presidente Gianni Chiodi questo sogno «dell’emergenza-urgenza che verrà» ieri aveva le sembianze di Naor Gilon, ambasciatore di Israele arrivato a Pescara per completare il progetto di collaborazione “Abruzzo 2020 Sanità sicura”, già impostato all’Aquila nell’agosto 2012.
«Vicende storiche note a tutti purtroppo ci hanno costretto a far fronte a molte emergenze, dal terrorismo alle calamità naturali – ha ricordato l’ambasciatore  – perciò abbiamo sviluppato sistemi e modalità di intervento che ci hanno permesso di salvare molte vite umane».
«Quindi non è un caso che l’Abruzzo abbia guardato ad Israele per formare il personale che opera in questo settore delicatissimo della sanità – ha chiarito Chiodi – a livello internazionale la sua organizzazione per l’emergenza-urgenza è riconosciuta tra le più efficienti in assoluto tanto da essere indicata come “benchmark”, cioè come termine di riferimento per tutte le altre nazioni».
 Per questo il cuore del progetto di collaborazione (di cui è capofila la Asl di Pescara, presente ieri con il manager Claudio D’Amario) prevede che 120 operatori abruzzesi di 118, Pronto soccorso e Rianimazione andranno a “scuola” in Israele e così riporteranno a casa esperienze e professionalità da trasmettere ai colleghi in servizio. «Abbiamo avvertito la necessità di migliorare il nostro servizio in questo settore, lavorando sulle criticità esistenti – ha spiegato Chiodi – una delle maggiori è la mancanza di una formazione univoca tra gli addetti. Invece tutti debbono sapere allo stesso modo chi e come si deve muovere durante il soccorso, assicurando a tutti un servizio omogeneo sul territorio».


 Di qui l’idea di mettere insieme la quattro Asl nel progetto di formazione da attivare con Israele, affidandone la realizzazione ad un project manager esterno ed alla supervisione dell’Agenzia sanitaria regionale, guidata da Amedeo Budassi che nel 1995 è stato uno dei “fondatori” del 118 nella sua veste (allora) di primario del Pronto soccorso del SS. Annunziata di Chieti.
«In realtà la formazione del personale c’è stata ed è stata continua – ha detto nel suo intervento – la vogliamo però migliorare mettendo insieme tutte le componenti del soccorso che dovranno decidere in automatico e senza tentennamenti dove trasportare chi è stato soccorso. E Israele ci aiuterà con le sue strutture di eccellenza».
 Musica per l’ambasciatore Naor Gilon che ha ricambiato gli elogi: «Sono 10 mila i medici israeliani che hanno studiato in Italia e si può dire che in ogni ospedale c’è chi parla italiano. Inoltre nei rapporti commerciali l’Italia è all’8° posto come partner, con un valore di scambi pari a 4,2 miliardi di dollari, di cui 2/3 sono vostre esportazioni che lo scorso anno sono aumentate del 13%. Perciò per me è un grande onore firmare questo accordo: così l’Abruzzo si unisce ad altre regioni come la Lombardia, il Lazio ed il Veneto già attive in questo settore della sanità per un accordo firmato con l’Italia nel 2002».
 E il direttore generale del ministero della sanità israeliano, in collegamento telefonico (tradotto dal rappresentante italiano dell’associazione Monte Sinai) ha invitato Chiodi in Israele dove potrà conoscere dati ed esperienze delle maxi emergenze, quelle che aiuteranno l’Abruzzo ad uscire dalla sua cultura “cantonale”, come ha sottolineato Gabriele Rossi, project manager di tutta l’operazione.

Sebastiano Calella