PRIMO IMPATTO

Villa Pini, non c’è ancora il nuovo Piano industriale

Incontro con i sindacati tra progetti in grande e ritardi nelle proposte

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CHIETI. Un’ora e mezza di incontro ufficiale con i sindacati, ma risultati quasi zero: il piano industriale del Policlinico Santa Maria de Criptis su Villa Pini non c’è ancora (o almeno non è stato presentato) e quindi non si è andati al di là dei convenevoli, delle dichiarazioni di intenti da entrambe le parti e dei progetti da realizzare.
Il “come” è stato però rinviato. Alla riunione in clinica erano presenti anche il professor Claudio Scognamiglio ed il commercialista Francesco Cancelli in rappresentanza della curatela.
Un risultato deludente o solo normalmente interlocutorio? Difficile credere che il gruppo che ha sbancato l’asta non abbia le idee chiare sul futuro di Villa Pini, a meno che non siano vere le voci sui contrasti interni nel gruppo societario che sarebbe d’accordo sugli obiettivi da raggiungere, ma non sui tempi e sulle risorse da mettere in campo.
 Allora la mancata presentazione del Piano industriale potrebbe essere solo una scelta tattica per prendere tempo, il che però fa slittare la sua presentazione a ridosso della scadenza dei 30 giorni dall’asta del 20 giugno scorso. Sarebbe infatti incomprensibile il ritardo con cui la nuova gestione - a 15 giorni dall’aggiudicazione - si appresta ad elaborare il suo programma, che non ha nemmeno presentato pubblicamente a grandi linee, salvo alcune dichiarazioni generiche.
I sindacati presenti (Cisl, Cgil, Uil Ugl, Cimop, Rsa) non hanno espresso valutazioni al termine dell’incontro con la futura proprietà ed hanno rinviato ogni giudizio a dopo la lettura di questo Piano industriale che dovrebbe essere consegnato entro il 10 luglio prossimo. 


Così almeno ha specificato la folta rappresentanza del Policlinico dell’eccellenza guidata dal consulente Andrea Di Prinzio, dall’ad Antonio Di Ianni, dall’avvocato Elio Di Filippo, oltre che da Isaia Di Carlo e da Carmine De Nicola alla sua prima uscita ufficiale in clinica.
Dunque mercoledì prossimo si entrerà nel merito delle scelte che l’aggiudicatario proporrà per il personale (che oggi conta 500 dipendenti in attività e 183 in cassa integrazione) e «per il rilancio della clinica», come ha sottolineato il consulente Andrea Di Prinzio, secondo cui il ritardo del Piano industriale deriva dall’impossibilità di accedere a tutti i dati necessari per la sua elaborazione.
«Per questo – ha aggiunto Antonio Di Ianni che guida la cordata che ha vinto l’asta – domani venerdì ci incontreremo con il curatore e con l’attuale affittuario Nicola Petruzzi ai quali chiederemo tutti i dati che ci mancano».


 In realtà l’incontro ci sarà lunedì 8 luglio, due giorni prima del prossimo appuntamento con i sindacati ai quali – ha aggiunto Di Ianni - «consegneremo il documento prima di incontrarci, così daremo loro la possibilità di valutare bene le nostre proposte. C’è da parte nostra la massima apertura ad una collaborazione con i sindacati in aggiunta al desiderio di attivare tutte le strategie giuste per gestire il passaggio tra le due gestioni e le aspettative del personale».
 Alla richiesta se si prevede la conferma degli attuali dipendenti, Antonio Di Ianni ha precisato che il programma condiviso è «di rispettare le regole».
 Meno sibillino il messaggio filtrato da Di Prinzio, secondo il quale la nuova proprietà ha come programma la creazione di un polo sanitario di eccellenza, in grado di fare concorrenza all’ospedale pubblico ed all’università, sull’esempio del successo della clinica Stella maris di San Benedetto del Tronto, gestita da De Nicola. Il che farebbe ipotizzare un progressivo aumento del personale in servizio e non una diminuzione, sempre compatibilmente con il budget messo a disposizione dalla Regione.
Su questo filone “dell’eccellenza” si è lanciato pure De Nicola, che in un appassionato intervento è partito dalla storia di Villa Pini per giustificare il suo sogno di creare una clinica avanzatissima per le tecnologie e per la qualità del personale, la cui dignità non deve mai essere umiliata. 


Musica per le orecchie dei sindacati, tanto che la Cisl ne ha approfittato per sottolineare che al momento basterebbe continuare nel «metodo Petruzzi», cioè nel pagamento puntuale degli stipendi. Di fatto quindi l’incontro si è sviluppato e concluso su due binari paralleli: da una parte i progetti di De Nicola «che vuole attirare a Villa Pini le migliori professionalità mediche da New York e da Boston in concorrenza con l’università», dall’altra la prudenza della cordata di imprenditori nella difficile scalata alla sanità privata. In mezzo i sindacati in posizione di attesa: sognare non costa nulla, l’importante è un buon risveglio. La richiesta comune è stata infatti di un accordo che non sia inferiore a quello sottoscritto a suo tempo con Petruzzi (che era un affittuario), con l’aggiunta di personale part time e di contratti di solidarietà a tutela della piena occupazione.
Sebastiano Calella