LA "PAPARAZZATA"

Abruzzo. Villa Pini, escono allo scoperto i soci di De Nicola

Antonio Colasante e Isaia Di Carlo a colloquio con lo staff del curatore

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CHIETI. Che ci facevano ieri pomeriggio i costruttori frentani Antonio Colasante e Isaia Di Carlo a Villa Pini?
Forse erano lì per trattare l’acquisto di una elisuperficie, cioè un’area adatta all’atterraggio per il noto progetto di Colasante su un suo eliporto privato al centro di Lanciano?
Oppure, come sostengono i bene informati, erano nelle vesti dei due soci finora solo sussurrati di Carmine De Nicola, il “rettore” dell’Iri School college che si è aggiudicato l’asta di Villa Pini attraverso alcune società a lui riconducibili?
Ieri pomeriggio in clinica era atteso proprio De Nicola, ma al suo posto si sono presentati questi due costruttori frentani, accompagnati dall’avvocato De Filippo - che cura gli affari del gruppo che ha vinto l’asta - e dal primario chirurgo della clinica che De Nicola gestisce a San Benedetto. Il primo dei due costruttori arrivati in incognito a Villa Pini è Antonio Colasante e sembrava lui alla guida degli “ambasciatori” di De Nicola: si tratta di un imprenditore frentano con interessi nel mondo della sanità (appalti per il lava-nolo della biancheria e per le pulizie), nell’editoria e nel settore delle costruzioni, ed ha chiesto un colloquio con il curatore e con il suo staff per approfondire alcuni temi legati al passaggio delle consegne, ma anche per conoscere la composizione del personale medico che opera in clinica sotto la gestione del Policlinico Abano Terme. 


Nel quartetto che ha fatto una visita a sorpresa a Villa Pini, c’era anche il chirurgo Arnaldo Filippini, che a San Benedetto del Tronto è la punta di diamante della clinica Stella Maris di De Nicola e che è accreditato nell’ambiente sanitario come uno dei chirurghi più bravi in attività. Nel suo curriculum c’è un passato professionale all’ospedale di Chieti ed all’università d’Annunzio, oltre che nello stesso Policlinico ad Abano Terme. Ma nella delegazione in visita alla clinica a sorpresa c’era anche un altro imprenditore: Isaia Di Carlo, costruttore di Casoli, in provincia di Chieti, in passato anche presidente della locale squadra di calcio quando militava in serie D, attivo oggi nel settore delle costruzioni e dei rifiuti. 


In passato Di Carlo e Colasante hanno anche collaborato nella costruzione di alcune palazzine a Lanciano, mentre a Casoli Di Carlo è noto anche per aver realizzato il centro commerciale “Il Quadrante”. Anche lui nella cordata di De Nicola? Chissà. Certo è che a Villa Pini il colloquio è stato abbastanza lungo: arrivati alle 15,30, i due costruttori e l’avvocato sono ripartiti attorno alle 17,30, dopo l’incontro con lo staff della curatela seguito da una breve sosta al bar interno alla clinica.
 Dunque una visita accurata che dimostra l’interesse diretto della coppia Colasante-Di Carlo per l’investimento Villa Pini, visto che è poco probabile che i due costruttori fossero lì solo per cortesia nei confronti di De Nicola, di cui invece potrebbero essere la cassaforte.
Inoltre il breve scambio di idee tra i tre “ambasciatori” che c’è stato all’uscita dalla clinica (il chirurgo Filippini è sopraggiunto dopo un pò), mostrava una certa soddisfazione per l’esito della missione. Poi di corsa i due imprenditori (uno sull’Alfa con l’autista in attesa) e l’altro con l’avvocato (su una Audi A7) sono ripartiti verso altri impegni o forse per un colloquio con De Nicola.


Certo è che mentre fuori - in apparenza – a più di 10 giorni dall’aggiudicazione della clinica non si conoscono gli sviluppi dell’asta, sotto sotto c’è un lavorìo molto serrato. Il curatore ha consegnato al giudice il verbale della conclusione dell’asta, mentre proprio ieri i sindacati sono stati convocati per giovedì 4 luglio quando ci sarà un primo confronto sul piano industriale e sui problemi occupazionali del passaggio alla nuova proprietà.
 Dal punto di vista degli adempimenti pratici, entro un mese dall’asta il nuovo acquirente dovrà depositare – oltre al milione già versato come cauzione – il 30% dell’importo di 31 mln e 50 mila euro, mentre il restante 70% dovrà essere garantito da una fidejussione di un “primaria” banca.
Il che è come dire che la clinica dovrà essere pagata cash, perché la curatela in ogni caso è tutelata dalla banca e questi soldi possono essere considerati contanti. Silenzio infine anche da parte dei sindacati, che ora sono alle prese con la lettera di convocazione perché temono trappole sul personale che dovrà essere assunto. Insomma un’atmosfera carica di tensione anche perché la compagine societaria che c’è dietro De Nicola è ancora tutta da decifrare. A meno che effettivamente la clinica non serva solo per l’elicottero di Colasante…


Sebastiano Calella