IN COMUNE

Il sottosegretario Legnini si dimette da consigliere comunale di Chieti

«Ragioni di opportunità e di tempo», subentra Filippo Di Giovanni,

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5337




CHIETI. «Lascio il Consiglio comunale, ma non per questo smetterò di lavorare per Chieti. Per otto anni ho cercato di conciliare i miei incarichi nazionali con l’attività di consigliere – ha spiegato ieri il sottosegretario Giovanni Legnini a inizio seduta dell’assise cittadina – ma dopo la nomina al governo (deleghe all’editoria ed all’attuazione del programma, ndr) evidenti ragioni di opportunità e di tempo impongono le dimissioni che rassegno con una certa emozione».
 Il saluto dell’onorevole Legnini, al cui posto subentra Filippo Di Giovanni, è avvenuto in un Consiglio finalmente attento e partecipato, con i banchi quasi tutti pieni. Ma anche dopo un inizio un pò frizzante per alcune notazioni sulle assenze e sulle relative giustificazioni riferite ai precedenti consigli sciolti per mancanza di numero legale. Tanto che Silvio Tavoletta, Fli, ha dichiarato in apertura dei lavori che comunque il suo gruppo avrebbe rinunciato al gettone di presenza in caso di scioglimento della riunione. Così come Alessandro Giardinelli, Udc, ha fatto notare che la sala del Consiglio, convocato alle 9,30, a quell’ora era chiusa ed è stata aperta in ritardo, mentre il gruppo Udc era già presente al completo.
Anche Marco Di Paolo si è detto contrario della prassi che prevede l’inizio dei lavori «con un’ora di ritardo».
 Superate con decisione queste piccole scaramucce, il presidente Marcello Michetti ha poi dato la parola ad alcuni consiglieri (Enrico Bucci, Gabriele Salvatore ed altri) ed allo stesso sindaco Umberto Di Primio che hanno augurato buon lavoro a Legnini. Il neo sottosegretario nel suo successivo intervento ha assicurato grande attenzione ai problemi di Chieti «che conosco dall’interno e che sono pronto ad affrontare con la massima collaborazione nei confronti del sindaco e di questo Consiglio».
«E’ un momento politico di eccezionalità politica – ha concluso Legnini – un governo di centrosinistra mi avrebbe fatto più piacere, ma spesso si dimentica che sono stati i cittadini a votare così, come ha preso atto il presidente della Repubblica. Posso però assicurare che non eserciterò il mio nuovo incarico con partigianeria. Un conto è infatti l’appartenenza politica, un altro è ricoprire temporaneamente un ruolo istituzionale che eserciterò con spirito di servizio, come ha detto il presidente Enrico Letta».
s. c.