IL MISTERO

Abruzzo. «Gabbiani sporchi di petrolio». Le foto shock del Wwf

L’azienda smentisce sversamento in mare ma gli ambientalisti scattano immagini inquietanti

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VASTO. Le foto sono state scattate ieri pomeriggio proprio nel tratto di costa antistante la concessione Rospo Mare, al confine tra i comuni di Vasto e San Salvo in provincia di Chieti.

Lì lunedì notte è stata segnalata una macchia di petrolio. Lunedì pomeriggio gli attivisti del Wwf , in collaborazione con la Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, si sono piazzati alla foce del Torrente Buonanotte, all'interno del Sito di Interesse Comunitario Dune di Vasto Marina e sugli scogli artificiali posti poco più a sud.
«C’erano uccelli vistosamente sporchi da sostanze oleose che cercavano disperatamente di pulirsi», denuncia Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf. «In questi giorni stiamo svolgendo il periodico censimento degli uccelli acquatici svernanti. Già sabato pomeriggio nello stesso punto avevo osservato un Gabbiano reale pesantemente macchiato. Poi stamattina (ieri per chi legge, ndr) sono stato contattato dai soci attivi nell'area che mi segnalavano l'osservazione di diversi esemplari in difficoltà. A questo punto ho avvisato la Capitaneria di Porto, verso le 11 di questa mattina, offrendo la disponibilità per il monitoraggio della costa. Da allora non sono stato più ricontattato».
Ma De Sanctis ha mobilitato gli attivisti e già alle 13 erano di nuovo in spiaggia. «Alle 15:30 eravamo in cinque», va avanti De Sanctis. «Non abbiamo incontrato nessuno della Capitaneria di Porto nonostante la precisa segnalazione. Sicuramente la frequenza di individui sporchi di idrocarburi è del tutto eccezionale rispetto a quelli che osserviamo normalmente durante i censimenti. Ad esempio, al Porto di Pescara l'altro-ieri ho osservato circa 2.000 gabbiani comuni e 700 gabbiani reali senza osservare alcun individuo in queste condizioni».
«Domenica ne abbiamo osservato un altro al porto di Petacciato, in Molise ma al confine con l'Abruzzo», racconta Stefano Taglioli, ornitologo volontario della Stazione Ornitologica Abruzzese. «Domenica ne abbiamo visto uno, un Gabbiano comune, in chiara difficoltà nella Riserva di Punta Aderci a Vasto ma, nonostante i nostri tentativi, non siamo riusciti a catturarlo. Lunedì appena più a sud, a San Salvo, alla foce del torrente Buonanotte, ne abbiamo osservati almeno 5-6 sporchi contemporaneamente».
Ieri ne hanno contati sporchi sei, tre gabbiani reali e tre gabbiani comuni. «L'area è però frequentata anche da altre specie, come i cormorani», spiega ancora Taglioli. «Alcune di queste sono molto rare e protette a livello comunitario, come Gavine, Gabbiani corallini, Piovanelli tridattili e Fratini».
Il litorale di Vasto e San Salvo ospita ben due siti di interesse comunitario, la Riserva di Punta Aderci e le Dune di Marina di Vasto.

MA LA SOCIETA’ SMENTISCE. LA CAPITANERIA: «SOLO PATINA SUPERFICIALE»
Intanto ieri sera, dopo una giornata intera di perlustrazione la società responsabile dell’impianto, la Edison, ha smentito lo sversamento in mare di petrolio.
La capitaneria di Porto di Pescara spiega che la ditta, a scopo precauzionale, ha disposto dopo la segnalazione l'immediata sospensione della produzione oltre al posizionamento intorno alla nave di panne galleggianti in grado di contenere eventuali sversamenti.
«Dal controllo aereo», spiegano, «risultava soltanto la presenza di una pellicola superficiale di idrocarburi sulla superficie del mare nelle vicinanze della nave».
Le motovedette giunte sul posto hanno effettuato una serie di verifiche e campionamenti dai quali non è emersa la presenza degli idrocarburi pesanti in mare segnalati dal personale della nave Alba Marina. Precauzionalmente sul posto sono stati inviati un rimorchiatore della società antiinquinamento Castalia, dotato di apparecchiature in grado in caso di necessità di separare ed asportare le componenti oleose dall'acqua marina, due supply vessel, sommozzatori della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto e sommozzatori della stessa società Edison.
Le ispezioni subacquee effettuate intorno alle strutture della piattaforma e alla nave, «non hanno rilevato presenza di idrocarburi e al momento proseguono sul fondale marino, con l'impiego di apparecchiature telecomandate».
Durante la giornata ci sono stati sorvoli da parte dell'ATR42 della Guardia Costiera, «per accertare anche in aree di mare più estese, che non vi siano inquinamenti in corso».

ASSESSORE TERMOLI, «ORA MASSIMA PRECAUZIONE»
«Si è trattato di una perdita di idrocarburi fortunatamente contenuta - ha detto invece Augusta Di Giorgi in contatto per l'intera giornata con la Capitaneria di Porto - che si è risolta. Secondo quanto abbiamo accertato, la tubatura dalla quale c'é stata la fuoriuscita è stata riparata. Abbiamo però intenzione di chiedere un'analisi dettagliata delle acque al largo della costa di Termoli, nell'area della piattaforma».

SINDACO PINETO: «SONO SCONCERTATO»
«Sono sconcertato, rammaricato e fortemente preoccupato per quanto accaduto al largo della costa abruzzese-molisana», tuona Luciano Monticelli, sindaco di Pineto e delegato Nazionale ANCI al Demanio Marittimo. «Da tempo – continua Monticelli - lotto, unitamente alle Associazioni Ambientaliste, a quelle del mondo delle Energie Rinnovabili ed alle Forze Politiche, contro la deriva delle attività di ricerca di nuovi giacimenti di petrolio sulla costa abruzzese e non solo. Continuerò, anche in virtù della Delega Nazionale al Demanio Marittimo, a battermi in ogni sede per difendere la vocazione ambientale dell’intero territorio costiero italiano. Sicuramente – conclude Monticelli - non si vive di solo di turismo ed agricoltura, anche se in molti Paesi ci riescono, ma non può e non deve assolutamente essere la petrolizzazione il valore aggiunto del nostro Paese».

PRC: «ORA AL VIA AMPLIAMENTO ROSPO MARE»
«Purtroppo il parlamento - anche con il voto dei parlamentari abruzzesi di centrodestra e centrosinistra - con il governo Monti (sostenuto da Pdl, Pd, Udc, Fli) ha eliminato le poche norme che tutelavano parzialmente il mare e la costa», commenta Maurizio Acerbo (Rc). Ironia della sorte in questo momento è all'esame del Comitato V.I.A. del Ministero dell'Ambiente l'ampliamento di Rospo di Mare. Segnalo anche che, senza nessuna attività di contrasto da parte della Regione Abruzzo, sta andando avanti l'iter della concessione Ombrina della Medoilgas. Invito il presidente Chiodi ad abbandonare l'atteggiamento di disattenzione sul tema e a seguire in prima persona queste vicende senza giocare a fare lo scaricabarile. E' assurdo che debbano essere le associazioni ambientaliste e i comuni a elaborare osservazioni e ricorsi mentre la Regione latita».