BRACCONAGGIO

«Spari da un’auto: abbattuto un esemplare protetto di Poiana»

Il Wwf: «ennesimo episodio di bracconaggio, potenziare i controlli»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8851

LORETO APRUTINO. Ieri a Loreto Aprutino in provincia di Pescara è stato abbattuto un esemplare di Poiana, rapace protetto in Europa.

Un socio del Wwf si è trovato a segnalare l'ennesimo episodio di bracconaggio che caratterizza ogni anno le stagioni di caccia.
In questo caso vi sono state plurime violazioni di legge –segnala l’associazione- che farebbero capire «l'impudenza di questi delinquenti che, purtroppo, anche in questo caso l'hanno fatta franca».
«In questo caso», spiega il Wwf, «c’è stato l’abbattimento di una specie protetta con una sparo da un’auto mentre questa era sulla strada ed in vicinanza di abitazioni. Sono stati inoltre abbandonati bossoli a terra e per finire l’auto poi ha invaso una proprietà privata»
«Il bracconaggio», dichiara Luciano Di Tizio, presidente del Wwwf Abruzzo, «è talmente dilagante e fuori controllo che è difficile sostenere che anche l'attività venatoria possa continuare sic et simpliciter. I controlli sono scarsissimi e la possibilità di farla franca troppo elevate: si è creato un senso di impunità che porta a situazioni rischiose per le stesse persone, come purtroppo i recenti episodi di cronaca hanno confermato. Inoltre, la deregulation venatoria che negli ultimi anni ha caratterizzato le scelte delle pubbliche amministrazioni, poi censurate dai giudici amministrativi e costituzionali, ha aggravato questo problema svantaggiando i cacciatori onesti e rispettosi delle regole. Le modalità di quest'ultimo caso di bracconaggio, con spari direttamente da un'auto in un terreno privato dove vi erano persone intente a raccogliere ortaggi, rivelano uno stato di pericolo per la pibblica incolumità inaccettabile. E' necessario», dice, «rafforzare i controlli e, nel caso, vietare l'attività venatoria nelle aree densamente abitate come accaduto a Pianella dove il sindaco ha emesso una specifica ordinanza dopo le proteste dei cittadini che si vedevano arrivare i pallini sulla testa e sui balconi di casa. Peccato che l'ATC Pescara abbia deciso di fare ricorso rispetto ad una scelta sacrosanta fatta da un sindaco per tutelare il benessere delle persone. Fortunatamente il TAR ha rigettato la richiesta di sospensiva. Chiediamo al Prefetto e ai Sindaci di attuare scelte urgenti a tutela dell'incolumità pubblica e per la conservazione delle specie protette».