EVASORI

Ecco il ReddiTest dell’Agenzia delle Entrate, «chi spende quanto guadagna può stare tranquillo»

Il software che fa i conti in tasca

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ROMA. Il ReddiTest è un software dell’Agenzia delle Entrate che consente ai contribuenti di valutare la coerenza tra il reddito familiare e le spese sostenute nell'anno.

Si spende quanto si guadagna? Si spende di più?
Per utilizzare il programma è necessario scaricare il software e inserire i dati richiesti (qui il link ufficiale dell’agenzia delle Entrate).
Le informazioni restano sul proprio computer, senza lasciare alcuna traccia sul web.
Nel ReddiTest devono essere inizialmente indicati la composizione, il reddito e il comune di residenza della famiglia, e, successivamente, le spese sostenute nell'anno, suddivise in 7 categorie: abitazione (ci sono le voci manutenzione straordinaria, telefonia fissa, gas, elettrodomestrici) mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione (vanno indicate le quote di frequenza e iscrizione ai corsi, nonché le spese per libri), tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari.
E' possibile in qualsiasi momento modificare o integrare le informazioni riportate.
Il risultato e i dati inseriti possono essere salvati e stampati.
Da una simulazione dell'Agenzia delle Entrate sull'intera platea delle famiglie emerge come oltre 4,3 milioni, circa il 20%, risulta non coerente nel confronto tra le spese sostenute nell'anno e i redditi dichiarati. L'Agenzia delle Entrate precisa che «la non coerenza non è automaticamente rappresentativa di un'evasione».
«Il nuovo redditometro è già pronto», ha detto il direttore Attilio Befera, nel giorno di presentazione del Redditest «e siamo in fase di approvazione del relativo decreto ministeriale e quindi sicuramente a gennaio sarà utilizzabile. Noi lo adopereremo - ha sottolineato - con la massima cautela e soltanto per differenze eclatanti» tra le spese e i redditi dichiarati.
Da una simulazione sull'intera platea delle famiglie risulta che 4,3 milioni di nuclei, circa uno su cinque, sostengono spese non coerenti con i redditi e, «intorno a un milione» a fronte di esborsi rilevanti e ricorrenti denunciano redditi «vicini allo zero», afferma Befera.
Secondo la simulazione tra le diverse categorie di reddito il tasso di irregolarità è maggiore nel reddito di impresa e nel reddito da lavoro autonomo. Dalla statistica, effettuata in vista dell'arrivo del nuovo redditometro, sono anche emersi fenomeni riconducibili a locazioni omesse o parzialmente dichiarate, nonché a redditi in nero di lavoratori dipendenti.