UNIVERSITA'

UdA, il primo Senato designa la rosa dei nomi per i consiglieri del CdA

Delusione per le candidature esterne della società civile

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

11073

CHIETI. Il nuovo rettore supera con spigliatezza l’esame del primo Senato accademico, l’università d’Annunzio no.


Carmine Di Ilio infatti ha saputo dirigere il dibattito dando lo spazio giusto agli interventi, bloccando anche il direttore Filippo Del Vecchio quando è stato chiamato in causa polemicamente da Goffredo De Carolis (rappresentante del personale) e mostrando padronanza degli argomenti all’odg. La d’Annunzio invece è uscita molto ridimensionata come “università nuova”, visto che è stata designata una rosa molto debole per i nomi dei candidati esterni a consigliere per il CdA e per il Nucleo di valutazione. L’appuntamento per la prima riunione del Senato era per le 10,30 di ieri mattina, ma sfidando la pioggia Michele Rea, Nicola D’Antuono, Maurizio Procida e lo studente Giovanni Luca Bufo erano già ai loro posti ben prima delle 10. Tra i primi ad arrivare anche Augusta Consorti (in tutto le donne elette sono solo tre), poi in sequenza si presentano Liborio Stuppia, Andrea Mezzetti, Francesco Chiarelli, Luigi Brunetti, Tonino Bucciarelli, Antonio Basti e via via gli altri tre studenti, Francesco Caciagli, Sergio Caputi, Paolo Romani, Paolo Innocenti, lo stesso Di Ilio che fa anche una capatina prima dell’inizio.
Poi in perfetto orario il rettore - accompagnato dal direttore generale - apre il primo Senato accademico con qualche emozione ben dissimulata. Assente Nicola Mattoscio, che però arriva di corsa alle 11 in ritardo giustificato, mentre all’appello manca Faustina Guarriello. Dopo appena mezz’ora i quattro studenti eletti vengono fatti uscire, perché la loro presenza è prevista solo per la prima parte dei lavori. Il che sarà oggetto di contestazione, come promettono i quattro un pò contrariati: se gli studenti sono l’università, che senso ha escluderli dai lavori del Senato? Intanto dentro il clima si surriscalda immediatamente per l’intervento di Goffredo De Carolis, dipendente dell’università, che ha lamentato «le interferenze del direttore generale durante la campagna elettorale per l’elezione dei rappresentanti del personale».
Una vicenda che ha avuto anche risvolti giudiziari, ma che alla fine forse ha involontariamente contribuito al successo della lista “Correttezza trasparenza onestà” nella quale lo stesso De Carolis ha avuto un’elezione plebiscitaria. Il rettore ha raccolto le lamentele e con un «andiamo avanti» ha impedito che la vicenda si trasformasse in un battibecco con il direttore Del Vecchio, peraltro rimasto abbastanza silente anche per il resto della riunione durata quattro ore.
Il pericolo era che si potesse sconfinare sul terreno minato della riorganizzazione del personale, su cui ci sono diverse perplessità. Più difficile per Di Ilio moderare il dibattito sulla scelta della rosa dei nomi da cui designare il nuovo CdA. E questo sia perché le candidature in generale erano molto deboli, sia perché alcuni candidati sono sembrati sponsorizzati sia infine perché altri erano vecchie conoscenze della d’Annunzio, tanto che più di uno dei Senatori ha chiesto espressamente di far riferimento allo Statuto che chiede competenze specifiche per gli esterni che entrano in Consiglio.

LA SOCIETA’ CIVILE PER FAR DECOLLARE L’UDA
Infatti la vera novità di questo rinnovo del CdA era proprio la possibilità di inserire in consiglio elementi della società civile in grado di far decollare l’attività manageriale dell’università, di spingere la ricerca, di ottenere nuovi finanziamenti, insomma di far “correre” l’UdA e di trasformarla in un soggetto economico competitivo. Ma leggendo l’elenco di coloro che hanno risposto all’avviso pubblico per essere inseriti nella rosa dei papabili, si scopre che ci sono state autocandidature di disoccupati, di neo laureati, di pensionati, di supplenti o di semplici impiegati di concetto. Sarà pure colpa dell’insufficiente pubblicità del bando (l’avviso è stato pubblicato solo sulla stampa nazionale ed è costato ben 20 mila euro), ma il curriculum di molti era veramente debole per diventare consigliere di amministrazione dell’università, una carica che dovrebbe essere occupata da persone scelte per le loro competenze amministrative o contabili. E lo stesso si può dire per il Nucleo di valutazione. Insomma dietro la richiesta di valutare bene ciascun curriculum si poteva leggere in filigrana la preoccupazione di alcuni dei componenti del Senato per il futuro della d’Annunzio. E di colpo si è disvelato tutto l’equivoco della riforma universitaria Gelmini che ha voluto imporre il modello americano, dove l’università “corre” perché è pagata dai privati e dagli imprenditori. Qui in Abruzzo non ci sono privati di questa levatura e tanto meno imprenditori illuminati e danarosi, come dimostra alla fine la rosa degli esterni dove non c’è nessun imprenditore puro e non ci sono privati disposti a fare da traino alla d’Annunzio.

LE SEI CANDIDATURE
E così, dopo ampia discussione, queste sono le sei candidature al CdA da cui usciranno i 3 nomi di esperti esterni: Giuseppe La Regina (dipendente della Ragioneria dello Stato), Paola Sabella (segretario generale della Camera di commercio di Chieti), Raffaele Marcello (commercialista), Antonio Bianchini (dirigente), Luigi D’Addona (pensionato del Ministero dell’Università e Revisore dei conti), Ezio Ercole (giornalista). La rosa da cui scegliere i 5 rappresentanti interni all’Uda (con l’espressa richiesta da parte di De Carolis di nominare almeno un rappresentante del personale) è invece questa: Stefano Civitarese Matteucci, Ivo Vanzi, Riccardo Palumbo, Luigi Capasso, Giampiero Di Plinio, Cristina Caroli Costantini, Umberto Masotti, Nazzareno Re e Benedetta Maino. Per il Nucleo di valutazione, gli esterni candidabili sono: Emanuela Stefani (Fondazione Crui), Turri Matteo (ricercatore all’università di Milano), Fabrizio Giulimondi (Ministero di Giustizia), Orazio Di Nenna (pensionato Ministero economia e finanza). Gli interni saranno scelti invece tra Giampiero Di Plinio, Nazzareno Re e Tonio Di Battista. Toccherà adesso a Di Ilio comunicare i nomi definitivi di chi scenderà in campo: il rettore, appassionato tifoso di calcio, dovrà decidere se vuole una squadra alla Zeman.

Sebastiano Calella