DISORDINE SUL RIORDINO

Abruzzo. Riordino Province: a Chieti mille persone in corteo per l'orgoglio teatino

Di Primio: «abbiamo la storia, l’economia e il cuore»

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CHIETI. Circa mille persone hanno preso parte a un corteo per le vie della città per riaffermare l’idea che Chieti deve restare Provincia con la sua città capoluogo.
L’evento si è tenuto alla vigilia del voto in Consiglio regionale d'Abruzzo sulla proposta di riordino che verrà inviata al Governo anche se ormai i giochi sembrano fatti.
“Chieti provincia per la memoria, lo dicono la legge e la storia” recitava uno degli slogan gridati durante la manifestazione durata circa un'ora, fra le 11 e le 12.
Ad aprire il corteo uno striscione portato dai rappresentanti delle istituzioni, tra i quali il sindaco, Umberto Di Primio, il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, nonché il senatore Giovanni Legnini, il presidente della Camera di Commercio, Silvio Di Lorenzo, lavoratori, rappresentanti del mondo dell'artigianato e del commercio, delle associazioni culturali, impiegati pubblici.
Un secondo blocco del corteo era formato da studenti. In piazza Vico a lanciare un appello al Consiglio regionale sono stati Di Giuseppantonio, Legnini e Di Primio, che hanno evidenziato anche le ragioni giuridiche della richiesta di mantenere la Provincia, dato che Chieti è l'unica ad avere i requisiti posti dal Governo per non essere accorpata, numero di abitanti - ben oltre i 350.000 - e 2.500 chilometri quadrati di superficie.
Molti dei partecipanti al corteo di oggi seguiranno domani a L'Aquila i lavori del Consiglio regionale. Per questa mattina la Confcommercio aveva invitato gli associati a tenere chiuse le saracinesche per un'ora. Per il momento non ci sono dati ufficiali sulle adesioni, comunque diversi commercianti del centro cittadino hanno partecipato al corteo.
«Il territorio di Chieti – ha dichiarato il sindaco Di Primio durante la manifestazione - ha le ragioni della storia, della economia e del cuore per conservare la sua Provincia.
Grazie al lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto – ha rimarcato – la nostra provincia è quella economicamente più forte e, avendo tutti i requisiti per conservare l’autonomia, ha ancora la possibilità di essere il faro della regione. Pescara e Teramo, che non hanno tali requisiti, si uniscano - ha stigmatizzato il Sindaco - giacché l’unica soluzione per non creare troppi danni all’Abruzzo è l’esistenza di tre province: L’Aquila, Chieti, e Pescara/Teramo, tutte le altre scelte non sono che soluzioni pilatesche ovvero di chi “si lava le mani”, non assumendosi alcuna responsabilità. Chieti e il suo territorio pulsano di voglia di futuro e di storia ancora da scrivere.»
E anche il sindaco Di Primio domani sarà a Palazzo dell’Emiciclo di L’Aquila per partecipare alla seduta consiliare regionale nel corso della quale è prevista la votazione per la proposta di riordino delle Province da trasmettere al Governo.