Dragaggio Pescara, oggi Mascia e Testa a Roma: «vogliamo risposte certe»

Sabato il corteo per le vie della città

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PESCARA. Questa mattina il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia Guerino Testa andranno a Roma dal viceministro Michel Martone.

«Porteremo le immagini della fiaccolata di sabato», ha spiegato il primo cittadino, «gli articoli dei giornali, i filmati, le foto, affinchè a Roma possano rendersi conto della mobilitazione non di una categoria di persone, ma di una città intera. E se non basterà la prossima volta sfileremo direttamente nella Capitale».
Sabato pomeriggio hanno partecipato alla manifestazione circa 500 persone. Un carro funebre che simbolicamente trasportava il cadavere del porto di Pescara ha aperto il corteo con le fiaccole che ha attraversato il capoluogo adriatico per protestare contro il mancato dragaggio.
Lentamente i manifestanti, alla luce delle fiaccole, si sono avviati lungo via Paolucci, piazza Italia, con una breve sosta dinanzi alla Prefettura, rappresentanza del Governo sul territorio, quindi via Firenze, via Venezia, via Nicola Fabrizi, dove pian piano altra gente è uscita dai negozi per accompagnare il corteo, mentre la marineria ricordava al microfono le ragioni della manifestazione.
Poi l’arrivo in piazza Salotto, dove sono saliti sul palco i rappresentanti della marineria, Padovano, Massimo Camplone, Mimmo Grosso, Francesco Scordella, Giovanni Verzulli, che hanno voluto al loro fianco il sindaco Albore Mascia, il presidente Testa, l’assessore Masci, il vicesindaco di San Giovanni Teatino Di Clemente e il sindaco di Abbateggio Di Marco.
La fiaccolata e' stata organizzata dall'Associazione Armatori che chiede di riaprire quanto prima il porto, chiuso dal mese di febbraio a causa dell'insabbiamento dei fondali. Un intervento di dragaggio e' stato promosso dal ministero delle Infrastrutture per 200mila meri cubi ma i lavori, ancora da appaltare, non prenderanno il via prima del mese di novembre e gli operatori che ruotano attorno al porto non ne possono piu' di aspettare. Sono disperati, senza lavoro e senza soldi.
«Ridateci il nostro lavoro», hanno gridato i marinai fermi a terra da mesi. Tra le conseguenze negative del porto chiuso c'è il blocco del collegamento marittimo tra Pescara e la Croazia, dopo 45 anni.

«SEQUESTRATI NEL PORTO»
All'inizio del corteo i manifestanti hanno esposto uno striscione su cui era scritto «La marineria pescarese è sequestrata nel proprio porto». Insieme agli esponenti della marineria hanno sfilato non solo il sindaco di Pescara e il presidente della Provincia Guerino Testa ma anche esponenti politici di destra e sinistra di Regione, Provincia e Comune; presente anche l'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso e alcuni esponenti di Forza Nuova.
Durante la fiaccolata sono stati scanditi slogan in favore dei pescatori senza stipendi e cassa integrazione da mesi. All'arrivo in piazza della Rinascita sono stati accesi dei fumogeni, ma non ci sono stati problemi di ordine pubblico.
«La marineria ha dato prova di grande dignità, organizzando una fiaccolata sentita, voluta, a loro va il mio ringraziamento», ha detto il sindaco che adesso chiede risposte chiare e tempestive: «devono arrivare da Roma, vogliamo sapere quando vedremo la benna scendere nelle acque del nostro porto per liberarlo dai fanghi. Vogliamo certezze, vogliamo vedere scritta, nero su bianco, la data dell’inizio delle operazioni di dragaggio. Fino a quel giorno non avremo pace».