IL PORTO DELLE SABBIE

Dragaggio Pescara, marineria torna in piazza anche sabato

Mascia: «presidio fisso a Roma»

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PESCARA. La marineria di Pescara di nuovo in piazza, sabato prossimo.
I pescatori e gli armatori hanno organizzato una fiaccolata per le vie della città (a partire dalle 18), dal lungofiume Nord fino a piazza Salotto, passando per corso Vittorio Emanuele. Lo annuncia Mimmo Grosso dell'associazione Armatori Pescara. Dopo la manifestazione di protesta di ieri, dunque, non ci si ferma.
«Il nostro obiettivo», spiega Grosso, «è di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle problematiche del porto, nella speranza che si accelerino al massimo i tempi del dragaggio. E' importante, per noi, sapere che tutti gli operatori del porto sono uniti, con il sostegno non solo delle famiglie e degli amici ma della città intera e in particolare di coloro che "sentono" le problematiche dello scalo e del fiume».
Hanno già assicurato la propria partecipazione il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia Guerino Testa.
«La prossima settimana», conclude Grosso, «intendiamo organizzare una sagra a base di pesce per ringraziare simbolicamente, con i frutti del mare, tutti coloro che parteciperanno alla fiaccolata».
Intanto il sindaco ha annunciato di essere pronto a costituire un presidio fisso a Roma, sotto la sede del Governo, «fino a quando non ci porteranno la prova dell’inizio delle operazioni di escavazione dei fondali e di rimozione dei fanghi».
Nel frattempo ieri mattina la giunta comunale ha approvato la delibera per il conferimento del contributo da 45mila euro quale fondo di solidarietà destinato all’Associazione Armatori Pescara per affrontare le grandi, notevoli difficoltà che ancora una volta la marineria ieri ha urlato in piazza, stanca, sfinita, sfiancata.
«Comprendo ogni frase, ogni parola, ogni gesto compiuto dalla marineria di Pescara – ha detto il sindaco Albore Mascia -, una categoria che ancora una volta ha dimostrato grande dignità chiedendo alle Istituzioni non soldi, ma la possibilità di tornare a lavorare con le proprie barche nella propria città, nel proprio porto per affrontare la vita quotidiana e riportare il pane a casa alle proprie famiglie».
In mezzo a quei pescatori c’è chi sta rischiando di perdere la casa perché vive in affitto e da tre mesi non riesce a pagare il dovuto, chi ha appena ricevuto una bolletta dell’acqua di 1.800 euro e non sa dove trovare i soldi per pagarla, chi ha paura di vedersi tagliare la luce perché non ha denaro per pagare i consumi.
«Ho visto la disperazione nel volto di un giovane pescatore», racconta Mascia, «fra l’altro laureato in Ingegneria informatica, che ha due bambini piccoli e il mutuo per la barca da pagare e non ha più soldi, dopo aver bruciato tutti i risparmi di giovane coppia, e anche chi oggi ha chiesto 20 euro in prestito a un cugino per fare un po’ di spesa».
Le ultime notizie ricevute dal Ministro Improta parlavano dell’inizio delle operazioni di escavazione dei fondali intorno al 20-22 novembre, operazioni che avrebbero permesso di liberare e riaprire la canalina di accesso almeno per consentire ai pescherecci di tornare in mare per Natale, che è storicamente il periodo dell’anno più propizio ed economicamente più favorevole per la categoria.
Poi, all’improvviso, alcuni esponenti del Partito Democratico hanno tirato fuori la data del 5 dicembre che ha gettato nello sconforto più nero la marineria. «Francamente», spiega Mascia, «non possiamo ritenere ufficiale tale scadenza che stiamo già cercando di verificare».