VISTE DA VICINO

Prostitute per le strade della città. Cittadini indignati: «che indecenza»

Le lucciole ci sono, i vigili anche ma su due binari paralleli

Alessandra Lotti

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Alessandra Lotti

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PESCARA. Ore 22 di un giorno qualunque: arrivano in tre, guardate a vista da due tipi che confabulano in una utilitaria parcheggiata in un angolo buio del piazzale, tra la pompa di benzina e le altre auto in sosta.

E’ la nuova «batteria», così la chiamano i residenti della zona, di prostitute dell’est che ormai da qualche settimana ‘lavorano’ a pochi passi dall’università. I cittadini sono indignati e temono che quella piazzola sia diventata una nuova zona di conquista per chi vende sesso. Siamo nel pieno tessuto urbano a poche decine di metri dall'università, dietro pub affollati, a due passi dalla pineta dannunziana. E' via della Bonifica. A scandalizzare chi vive da queste parti sono più fattori: le ragazze arrivano sul presto, quando in strada c’è ancora un discreto movimento di giovani ma anche di famiglie. C’è chi storce il naso per quella presenza ingombrante a pochi passi dai portoni dei palazzi, in una zona non proprio periferica. E poi i controlli: i vigili passano ma non cambia niente.


ORE 22, TUTTE IN POSTAZIONE
Giovanissime e belle, scosciate e con l’occhio guardingo, si mettono in vendita tra i cittadini che passeggiano e gli avventori di pub e pizzerie poco distanti. Passeggiano sul viale, alle spalle della pompa di benzina Api. Una indossa dei calzoncini fucsia inguinali, o forse sono solo slip, e una maglietta bianca. L’amica, più coperta, pantaloni lunghi neri e giubbino di pelle: potrebbe quasi sembrare una ragazza in attesa di un amico. Ma così non è. Le macchine si fermano, qualche secondo per contrattare e si parte. Una è sulla strada, le altre accovcciate al buio. Sembrano non esserci. Sono guardinghe e scrutano ogni auto che passa: spesso ad un segnale si ritirano e scompaiono. Poi all'improvviso ricompaiono: sono tre, quattro, cinque...
Trenta euro per il rapporto completo da consumare in macchina. Se si vuole la comodità di un letto il prezzo sale fino a 50. Una decina di minuti e le ragazze vengono scaricate nuovamente alla pompa di benzina. I due tipi che controllano in auto sono sempre lì, da lontano: guardano e confabulano, forse sono solo curiosi, forse no. Poi si avvicinano, parlottano e tornano nuovamente in postazione.
Passa un’auto dei vigili urbani, le ragazze si spostano vicino alla siepe e il "controllo" passa senza problemi: gli agenti non le hanno nemmeno viste. A qualche metro di distanza, sulla strada della Bonifica all’incrocio con una via stretta che rispunta su viale della Pineta, c’è un’altra ragazza. Anche lei ha appena passato indenne il controllo della municipale. Magra con un fuscello e con la complicità del buio è riuscita a mimetizzarsi stringendosi al palo che segnala il limite di velocità. Quando parla non sembra nemmeno lucida, forse è una tossicodipendente alla ricerca di facili guadagni. Pantalone della tuta, maglia larga e occhi truccatissimi. Capelli corvini con un taglio corto e irregolare. Si vende per poco, 30 euro, ma «faccio anche sconti», racconta, «se in macchina ci sono 3-4 uomini». Anche lei lavora solo in automobile, «li porto nel parcheggio del tribunale», dice senza troppi problemi. «Lì non ci vede nessuno». 

Ma il vero crocevia della prostituzione è poco più a sud, nel tratto di via Silone, subito dopo via della Bonifica. Lungo la strada decine di ragazze vengono caricate e scaricate per tutta la sera. Giovanissime, dell’est ma anche di colore si danno il turno. La strada, completamente buia, si illumina solo dei fari degli avventori che puntano sulle gambe scosciate di queste amanti a pagamento.
Quando le auto si avvicinano le prostitute parlano restando a debita distanza. Si contratta e se l’accordo viene raggiunto salgono.
Poco più avanti, all’incrocio tra via della Bonifica e via Romualdo Pantini è piazzata una sedia bianca da giardino. Passeggia lì vicino, con fare quasi annoiato, un trans sulla cinquantina: corpo minuto, gonna cortissima e seno in bella mostra. Schiocca baci ai possibili clienti e il tariffario è sempre quello, oscilla tra i 20 e i 30 euro. Se si imbocca via Pantini si finisce in una strada strettissima, completamente al buio. C’è il divieto di transito, lì, dalle 20 alle 6, come stabilito da un’ordinanza anti prostituzione. Traffico interdetto su 200 metri lineari in tutto, ossia la zona più ‘nascosta’ all’occhio umano e presa letteralmente d’assedio dalle prostitute. Loro ci sono, così come ci sono i clienti che si passano la voce: «ti conviene fare marcia indietro, lì ci stanno i vigili che fanno le multe».
Qualche decina di euro racimulata dalla "municipale" che però non servirà a mettere in crisi il mestiere più vecchio del mondo che da queste parti ancora si fa per strada.